IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

  Grado della Celebrazione: DOMENICA Colore liturgico: Verde   PRIMA LETTURA (Sof 2,3; 3,12-13) Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.
Dal libro del profeta Sofonìa SECONDA LETTURA (1Cor 1,26-31) Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  VANGELO (Mt 5,1-12a) Beati i poveri in spirito.
+ Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.
Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
    Carissimi tutti, il Vangelo di Matteo di domenica prossima è quanto di più condensato ci possa essere, mentre i testi valtortiani sono quanto di più esteso ed esplicativo ci possa essere e quindi non mi è possibile trascriverli per intero.
Metterò quindi solo il cuore del discorso e poi potrete trovare il tutto qui a fianco, come al solito.    Maria Valtorta: L'Evangelo come mi è stato rivelato.
[170.5], ed.
CEV     [...] 5“Come si conquista Iddio e il suo Regno attraverso altra più dolce via che non la severa del Sinai?” voi dite.
Non vi è altra via.
Quella è.
Ma però guardiamola non attraverso il colore della minaccia, ma attraverso il colore dell'amore.
Non diciamo: “Guai se non farò questo!” rimanendo tremanti in attesa di peccare, di non essere capaci di non peccare.
Ma diciamo: “Beato me se farò questo!” e con slancio di soprannaturale gioia, giubilando, lanciamoci verso queste beatitudini, nate dall'osservanza della Legge come corolle di rose da un cespuglio di spine.
“Beato me se sarò povero di spirito perché mio allora è il Regno dei Cieli! Beato me se sarò mansueto perché erediterò la Terra! Beato me se sarò capace di piangere senza ribellione perché sarò consolato! Beato me se più del pane e del vino per saziare la carne avrò fame e sete [...]

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