IVAN ILLICH: DESCOLARIZZARE LA SOCIETA'

 Ivan Illich (Vienna, 4 settembre 1926 – Brema, 2 dicembre 2002) è stato uno scrittore, filosofo, pedagogista e teologo austriaco, per molti fu semplicemente un libero pensatore, che usciva da qualsiasi schema preconcetto ed anticipava alcuni discorsi che in seguito furono tipici dei no-global.
Il suo essenziale interesse fu rivolto all'analisi critica delle forme istituzionali in cui si esprime la società contemporanea, nei più diversi settori (dalla scuola all'economia alla medicina...), ispirandosi a criteri di umanizzazione e convivialità, derivati anche dalla fede cristiana, così da poter essere riconosciuto come uno dei maggiori sociologi dei nostri tempi.
Così wikipedia ci descrive l'autore dell'articolo odierno, estrapolato come spesso faccio ultimamente da www.movimentozero.it .
Il testo esprime dei concetti anche un pò “forti” se vogliamo, tipici dei ribelli, ma quanto affermato lo trovo quantomeno verosimile,se non addirittura condivisibile.
Buona, ed attenta, lettura ed a presto, Giorgio.
   Ivan Illich - Descolarizzare la società.
Abbiamo cercato per generazioni di migliorare il mondo fornendo una quantità sempre maggiore di scolarizzazione, ma sinora lo sforzo non è andato a buon fine.
Abbiamo invece scoperto che obbligare tutti i bambini ad arrampicarsi per una scala scolastica senza fine non serve a promuovere l’uguaglianza, ma favorisce fatalmente colui che parte per primo, in migliori condizioni di salute o piú preparato, che l’istruzione forzosa spegne nella maggioranza delle persone la voglia di imparare per proprio conto, e che il sapere trattato come merce, elargito in confezioni e considerato come proprietà privata, una volta acquisito, non può che essere sempre scarso.
Ci si è improvvisamente resi conto che l’istruzione pubblica attuata mediante la scolarizzazione obbligatoria ha perso ogni legittimità sociale, pedagogica ed economica.
Pertanto, i critici del sistema scolastico propongono ora rimedi energici ed eterodossi che vanno dal progetto dei “buoni-studio”, che permetterebbe a ognuno di procurarsi l’istruzione che preferisce sul mercato libero, al passaggio della responsabilità dell’istruzione dalla scuola ai media e all’addestramento sul lavoro.
Alcuni sostengono che la scuola dovrà perdere il suo carattere di istituzione ufficiale dallo Stato come l’ha perso la Chiesa nel corso degli ultimi due secoli.
Altri riformatori propongono di sostituire la scuola universale con vari altri sistemi che, a loro parere, assicurerebbero a tutti una migliore [...]

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