Ieri, primo incontro Veltroni-Berlusconi

In effetti, il primo incontro avvenne il 30 novembre scorso.
Ieri, a Palazzo Chigi i due leader si sono incontrati dinuovo, ufficilamente e in vesti più istituzionalmente definite, per parlare di riforme ed emergenze sociali.
E per tentare di far partire una nuova stagione della politica italiana.
Malgrado le solite "estreme" polemiche.Walter Veltroni arriva a Palazzo Chigi alle 12.45 con il portavoce Roberto Roscani.
Inizia così, il primo vero banco di prova per ciò che sembra diventare il nuovo tono della politica italiana.
  Sono sostanzialmente due gli argomenti sui quali verterà il dialogo con il presidente Berlusconi: le riforme istituzionali, che necessitano della cooperazione tra maggioranza e opposizione, e l’emergenza sociale di milioni di famiglie che stentano ad arrivare a fine mese.
  La prima questione riguarda il pacchetto Violante e quello Franceschini, che prevedono la modifica dei gruppi parlamentari, la riduzione dei parlamentari stessi e l’idea di un Senato federale, con una conseguente riduzione dei tempi di approvazione delle leggi.
I due leader hanno confermato l’urgenza di queste riforme, assicurando il reciproco appoggio.
  Il secondo tema riguarda la condizione economica delle famiglie che, secondo Veltroni, va affrontata e risolta immediatamente.
Il PD, garantisce l’approvazione del taglio dell’ICI sulla prima casa – misura di evidente aiuto sociale – ma solo se ci sarà copertura finanziaria e se, soprattutto, non condizionerà altre soluzioni più urgenti come l’aumento dei salari.
  Veltroni e Berlusconi hanno discusso poi anche delle nomine del Cda RAI, di Alitalia e della legge elettorale europea, la cui soglia di sbarramento al 5%, secondo Veltroni, è troppo alta e impedirebbe alle forze politiche non presenti in Parlamento di essere rappresentate a Strasburgo.
Il leader del PD suggerisce di abbassare la soglia al 3%.
  Per evitare le solite voci pronte ad urlare all’inciucio, sia Veltroni che Berlusconi hanno tenuto a precisare che la collaborazione tra i due schieramenti avverrà nella netta distinzione di ruoli e convinzioni.
A questo proposito, i due interlocutori hanno sottolineato che questa dovrebbe essere la regola base di ogni democrazia: il confronto sinergico fra i due spiegamenti, è esattamente la cifra che identifica un paese “civile”.
  E giusto perché, ancora, una certa Italia non vuole perdere l’abitudine alla polemica sterile, prevedibile e da noiosa comare, da una parte delle opposizioni arrivano le sirene d’allarme che, quasi come un [...]

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