Il 1° maggio a San Pietro

I cattolici sono persone che mi stanno simpatiche soprattutto per un motivo: è gente che ai grandi appuntamenti si fomenta come nessun altro al mondo.
Credo che sia l’unica religione esistente che ammetta per così dire una frase insensata come “credo ma non pratico” oppure “credo ma non ho tempo per praticare”, concetti che per altre religioni sono enormi barzellette mentre per l’universo cristiano cattolico vanno più o meno bene.
Ieri sera pensavo che alcuni cattolici sono un po’ come i tifosotti occasionali, quelli che vanno allo stadio solo quando le cose vanno bene, alle finali di coppa e in piazza a festeggiare quando si vince qualcosa, ma spariscono con altrettanta puntualità quando le cose girano male.
Ecco, i cattolici per me sono un po’ così, e le frasi citate inizialmente lo testimoniano per certi versi, anche se quando c’è il mega evento non manca nessuno, sono tutti presenti e riscoprono una fede magari sopita.
Questo modo di essere non mi infastidisce anche perché non sono nessuno per giudicare gli altri e la fede magari ad intermittenza dei miei “fratelli”, ma non posso non annotare aspetti così evidenti.
La giornata di oggi era uno di quegli appuntamenti che richiamava un po’ tutti: credenti e fedeli dell’ultima mezz’ora, gente comune e amanti del Papa e pertanto ho deciso di accodarmi al gruppone e recarmi a San Pietro.
L’ho fatto perché alla morte di Giovanni Paolo II ero rimasto a casa mentre la città si riempiva ora dopo ora.
Stavolta ho preferito esserci, anche perché la mia coscienza mi diceva di andare abitando a Roma e considerando che c’erano decine di migliaia di persone che venivano da tutta Europa e mezzo mondo per questa beatificazione.
Alle 10 ero nei pressi del Vaticano, ovviamente la folla aveva già riempito la piazza di San Pietro e via della Conciliazione così come le strade che portavano a quest’ultima.
Ho cercato di farmi strada, di andare sulla via principale per seguire magari dai mega schermi ma non c’è stato nulla fare.
Poco dopo ho circumnavigato Castel Sant’Angelo passando dall’altra parte ma anche qui sono riuscito a scorgere soltanto il Cuppolone e poco altro se non gente, tantissima gente e migliaia di bandiere in prevalenza polacche ma con una buona percentuale anche di vessilli spagnoli.
Dopo un’ora circa mi sono incamminato verso via di Tor di Nona, e poi giù a P.za Navona mentre il sole aveva conquistato ormai tutto il cielo e stava iniziando a riscaldare la città come non capitava da molti giorni.
Tornando a casa [...]

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