Il Commodore 64

Volevo dedicare un post a quello che io reputo un “mito” e, ideando un combo come successe all’epoca per il post sugli uffici, finalmente ho avuto l’occasione per realizzarlo.
^_^ Il mito di cui vado a raccontarvi si chiama “Commodore 64” e per molte delle persone che mi conoscono non si tratta di un nome nuovo anche se qualche anno sul groppino se li porta ormai da un po’.
^_^ Ma facciamo un po’ di storia.
Prima dei videogiochi come li concepiamo noi al giorno d’oggi, ci furono quelle console con cartucce mega-giganti che si collegavano alla televisione e che con manopole più o meno rozze ti permettevano di dilettarti a comandare una stecchetta che aveva il compito di ostacolare una pallina che rimbalzava nello schermo.
Preistoria.
Passato poi qualche anno, intorno alla metà degli anni 80 (quindi si tratta di un bel po’ di anni fa), io ero un bambinetto che si dilettava, come tanti coetanei, con i videogames nelle sale giochi che, nel periodo, invasero l’Italia e si trovavano sparse un po’ dappertutto.
Qualcuno pensò che il fenomeno andava sfruttato in qualche modo e il marchio “Commodore” iniziava così a farsi strada e, utilizzando il linguaggio “Basic”, riusciva a realizzare cose incredibili (per quegli anni) con la sua più grande macchina costruita: appunto il Commodore 64.
Forse neppure loro potevano auspicare un successo del genere, eppure avvenne: dapprima ci fu il “papà” del 64, tale “Commodore Vic-20” e poi arrivò lui, il mito! Un successo senza precedenti, come si diceva: il primo computer da casa, economicamente abbordabile (anche se agli inizi la spesa era comunque non indifferente), per la gioia di grandi e piccini, con tutta una serie di videogames, che riproducevano fedelmente i grandi videogiochi delle sale giochi: un monitor, un registratore e un joystick e il sogno si realizzava per chi, come me, bazzicava per bar e, appunto, sale giochi.
Poter infatti giocare tra le mura domestiche senza spendere una lira, era ormai una realtà.
Il fascino che questa macchina riusciva a regalare è un qualcosa di inspiegabile e sono sicuro che solo chi l’ha vissuto in prima persona può comprenderlo a pieno.
E’ vero, ci sono stati più in là il “figlio” del 64, il “Commodore 128” e poi il grande boom del pronipote del 64, il Commodore “Amiga 500” ma non c’era niente da fare: non c’è più stato record, non c’è più stata storia.
Il 64 restava imbattuto nelle vendite, nelle preferenze e in ogni classifica.
Certo, oggi si sorride quando si gioca con [...]

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