Il Cynical Marketing

L’amico Giorgio mi ha coinvolto in una discussione su un aspetto sociologico di alcune azioni recenti della politica che mi hanno fatto pensare e le ripropongo anche a voi, sempre con lo spirito di avere una visione plurima e il più possibile “scremata” da ideologie di parte.
La riflessione parte dal principio “moderno”, ovvero rivisitato in chiave marketing,  su cui si basa il Capitalismo occidentale cioè, nella pratica, che sia possibile perseguire la felicità attraverso l’acquisto di beni materiali e il soddisfacimento di bisogni secondari.
Di conseguenza, il Consumer Marketing ha cercato di generare nella mente dei consumatori desideri sempre nuovi da realizzare.
Ma, trovandoci di fronte ad una quasi saturazione di desideri (i ceti poveri non interessano al marketing), si è adottato un nuovo modello di marketing più efficace del precedente: il Cynical marketing.
Il Cynical marketing si basa su due sentimenti: paura e frustrazione.
Prima si creano e si enfatizzano angosce e paure, poi si soddisfano i conseguenti bisogni di certezze e di sicurezze.
L’Italia non sarebbe al primo posto a mondo per i consumi di acqua minerale se non si fosse fatta una campagna allarmistica e denigratoria contro l’acqua del rubinetto.
La politica ha adottato il Cynical marketing alla grande.
Il mondo oggi si governa grazie allo stato di paura.
Il catalizzatore sociale di oggi è la paura: la minaccia del terrorismo, la possibilità di contrarre malattie, la degenerazione dell’ambiente, il contagio del diverso, lo sconosciuto che viene a mangiare nel tuo piatto.
Il marketing politico enfatizza il pericolo e, per rassicurarti ti manda l’esercito per le strade…….
 Di che meditare, non trovate? Riprendo anche una risposta del giornalista Pietro Colaprico che gestisce la rubrica Posta Celere sul quotidiano La Repubblica (giovedì 19 giugno, pagina XV della cronaca di Milano), sempre sul tema di cui sto parlando.
Il giornalista, rispondendo a due signore che scrivono di esperienze positive sul tema dell’insicurezza, una chiamata dal commissariato a ritirare un portafoglio smarrito riportato da un anonimo con il denaro e tutto ciò che conteneva, e una un’anziana signora che viene soccorsa ed aiutata da tre extra-comunitari di colore da cui invece temeva aggressioni, così scrive: “Perbacco, ci sono ancora gli onesti.
Doppio perbacco.
Ci sono anche i “negher” buoni.
Care signore, scusate, vi voglio bene, ma anche voi due fate parte delle persone “fregate” dalla politica della paura che ormai imperversa [...]

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