Il Gastronomo racconta... pillole d’olio

La storia insegna come fin dall'antichità il confronto tra popoli di differente cultura abbia provocato sanguinosi scontri di civiltà e perdita del patrimonio antropologico dei vinti.
I più forti hanno dominato i “meno evoluti” obbligandoli a nuovi costumi e tradizioni religiose, con esse l’imposizione di regole alimentari: ciò che è permesso mangiare e quello ritenuto peccato.
Se affrontiamo il consumo di cane, l’Ebraismo vietata quella di ruminanti con zoccolo intero (cavallo) o non ruminanti con unghie divaricate (suino); in India una legge proibisce l’abbattimento del bovino, poiché l’Induismo lo ritiene sacro.
L’Islam condanna il consumo di maiale, mentre i buddisti non uccidono nessun animale.
In contrapposizione a queste rigide regole c’è un alimento che unisce, invece che dividere, questo è l’olio d’oliva.
Garante della pace religiosa, lo possiamo definire ecumenico.
Simbolo di sacralità, farmaco, cosmetico, combustibile e soprattutto alimento.
Per queste proprietà, le popolazi...

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