Il Governo rinvia i bandi Conte: 'Telt non farà gare'

Una lettera è stata inviata da Palazzo Chigi alla Telt per autorizzare l’approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall’avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese.
Il premier Giuseppe Conte ha pubblicato il carteggio con Telt.
“La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio governo e del governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato”.
“Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a “ridiscutere integralmente” questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite.
Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati“.
Un portavoce di Telt ha confermato la ricezione della lettera i cui contenuti non sono stati resi noti.
Lunedì il Cda della società si riunirà per dare il via libera ai bandi da 2,3 miliardi di euro per i lavori di scavo del tunnel di base e Palazzo Chigi precisa che ‘si va verso il rinvio, lunedì non ci saranno i bandi’.
L’obiettivo di Telt dunque è quello di rispettare la volontà dei governi.
“Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente.
Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti”, ha scritto il vicepremier Luigi Di Maio su facebook.
Ma il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparimo non ci sta.
La lettera di Palazzo Chigi invita Telt “a non fare i capitolati d’appalto, lasciando aperto uno spiraglio non chiarissimo.
Vedremo lunedì”.
“È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d’interesse, sapendo già che i capitolati d’appalto non saranno mai affidati – aggiunge – una roba da Repubblica delle banane”.
“Se i bandi non partono senza se e senza ma, il governo vada in Parlamento e si assuma le sue responsabilità.
Se non è in grado di farlo, se ne vada a casa“.
Il no alla Tav è una “battaglia identitaria del Movimento” cinquestelle.
Lo ha detto a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico.
“Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c’era la grande manifestazione per dire no alla Tav – racconta Fico – eravamo un centinaio [...]