Il Marocco brucia: proteste a Casablanca, bruciate banche a Marrakech e Tangeri

Oggi sono scoppiati disordini in tutto il paese, Casablanca e Rabat sono blindate e presidite da forze di polizia e esercito.
Cortei spontanei di protesta contro il governo e la classe politica si sono formati ovunque già in mattinata, a  Marrakech si sono verificati disordini in due tra i quartieri simbolo della città : Sidi Yus Ben Ali, il quartiere più popolare sono state bruciate completamente due banche, la posta e la sede della Radema, l'agenzia che distribuisce l'acqua e l'elettricità, distrutte alcune vetrine, mentre nel prestigioso quartiere di Gueliz sono state distrutti alcuni negozi, una banca e MC Donald simbolo dello spreco e della ricchezza straniera costruita sulla povertà degli abitanti che a malapena riescono a sopravvivere con stipendi da 150 euro al mese.
Gli incendi sono proseguiti in serata, ma questa volta la polizia ha deciso di intervenire presidiando le strade principali cercando di arginare le aggressioni e lo sciacallaggio.
Dopo i recenti fatti egiziani un vento nuovo fatto di richieste di uguaglianza e di diritti civili sta percorrendo il medio oriente, a noi cosi vicino per cultura e tradizioni, noi che la democrazia l'abbiamo ereditata e a volte non sappiamo nenche apprezzarla, noi che la crisi la viviamo ogni giorno ma quasi con distacco, come una cosa che non ci appartiene.
Invece no, oggi anche il paese più democratico del mondo arabo sta rivendicando i suoi diritti : quando compriamo qualcosa dovremmo sempre chiederci da dove viene e quale prezzo é stato pagato dai lavoratori per darci quell'oggetto che noi non siamo neanche capaci di apprezzare.
Meditate gente, meditate.
 

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