Il Papa a Scalfari: "Basta cortigiani, così cambierò la Chiesa"

  Il Papa a Scalfari: così cambierò la Chiesa"I giovani senza lavoro uno dei mali del mondo"ESCLUSIVO Su Repubblica il dialogo con Francesco: "Ripartire dal Concilio, aprire alla cultura moderna". Il colloquio in Vaticano dopo la lettera di Bergoglio a Repubblica: "Convertirla? Il proselitismo è una solenne sciocchezza.
Bisogna conoscersi e ascoltarsi".
"La Santa Sede è troppo vaticano-centrica.
Basta cortigiani"di EUGENIO SCALFARI MI DICE papa Francesco: "I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi.
I vecchi hanno bisogno di cure e di compagnia; i giovani di lavoro e di speranza, ma non hanno né l'uno né l'altra, e il guaio è che non li cercano più.
Sono stati schiacciati sul presente.
Mi dica lei: si può vivere schiacciati sul presente? Senza memoria del passato e senza il desiderio di proiettarsi nel futuro costruendo un progetto, un avvenire, una famiglia? È possibile continuare così? Questo, secondo me, è il problema più urgente che la Chiesa ha di fronte a sé". Santità, gli dico, è un problema soprattutto politico ed economico, riguarda gli Stati, i governi, i partiti, le associazioni sindacali.«Certo, lei ha ragione, ma riguarda anche la Chiesa, anzi soprattutto la Chiesa perché questa situazione non ferisce solo i corpi ma anche le anime.
La Chiesa deve sentirsi responsabile sia delle anime sia dei corpi».Santità, Lei dice che la Chiesa deve sentirsi responsabile.
Debbo dedurne che la Chiesa non è consapevole di questo problema e che Lei la incita in questa direzione?«In larga misura quella consapevolezza c’è, ma non abbastanza.
Io desidero che lo sia di più.
Non è questo il solo problema che abbiamo di fronte ma è il più urgente e il più drammatico».L’incontro con papa Francesco è avvenuto martedì scorso nella sua residenza di Santa Marta, in una piccola stanza spoglia, un tavolo e cinque o sei sedie, un quadro alla parete.
Era stato preceduto da una telefonata che non dimenticherò finché avrò vita.Erano le due e mezza del pomeriggio.
Squilla il mio telefono e la voce alquanto agitata della mia segretaria mi dice: «Ho il Papa in linea glielo passo immediatamente ».Resto allibito mentre già la voce di Sua Santità dall’altro capo del filo dice: «Buongiorno, sono papa Francesco».
Buongiorno Santità — dico io e poi — sono sconvolto non m’aspettavo mi chiamasse.
«Perché sconvolto? Lei mi ha scritto una lettera chiedendo di conoscermi di persona.
Io avevo lo [...]

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