Il Parlamento Italiano è ormai il Praesidium del Soviet Supremo

Mentre Matteo Renzi va in giro per il mondo a raccontare castronerie, e il suo sodale, Angelino Alfano, fa a gara a raccontare balle sempre più grosse in casa sua, alla Camera, ieri, si è verificato l’ennesimo vulnus costituzionale, alla faccia della Presidente Boldrini, che in certi casi sa fare la sfinge meglio di quella vera, in nome di una democrazia che perde ogni giorno di più i suoi connotati, e scivola lentamente verso un regime autoritario.
Protagonista, ancora una volta, il premier, il quale pensa di difendersi dal massacro che sta subendo in termini di credibilità e consensi  (8  punti secchi in meno delle elezioni europee, a 5,5 punti dal M5S!), tirando sempre più la corda nei confronti delle opposizioni, e stendendola nei confronti di quelle parti politiche che ancora reggono il suo trono di argilla.
Si dovevano “rimpastare” presidenti e vice-presidenti della commissioni, che, solitamente, come in ogni Paese democratico, vengono attribuite in maggioranza al partito di maggioranza e in minoranza, appunto alle opposizioni.
Ma evidentemente qualcuno, qui, fa finta di considerare “opposizione” solo quella interna al PD, e SEL, questa specie di “caravan serraglio” di “rivoluzionari da caffè”, la maggior parte inquisiti per manie di potere (e fame di soldi pubblici), che in modo altalenante, ma continuo, regge il moccolo al Governo, nonostante le chiacchiere.
Un po’ quello che fa la minoranza PD, la quale brontola come un orso in andropausa, ma è così “poltronista” dal guardarsi bene dall’affondare il coltello nella piaga purulenta del Paese.
Ovviamente, all’interno della maggioranza, viene premiato quell’altro “verminaio” trasformista che è il centro, comprendente SC+NCD+UDC, che ovviamente sono la stampella destra di Renzi.
Così si è compiuto il rovesciamento istituzionale, eliminando, di fatto, dalle commissioni quasi ogni traccia delle vere opposizioni, M5S, Lega e FdI, approfittando per spazzare via tutti gli indagati di F.I.
(che pedissequamente continuavano a ricoprire questo ruolo, con tanto di faccia tosta, come Galan e Sarro), e redistribuendo le cariche tra PD maggioritario, PD minoritario, SEL e NCD! Voi penserete: almeno ci hanno messo persone degne? Macchè: dell’NCD il partito dei mascalzoni (che non ha più deputati con la fedina pulita, alla faccia del capo, che è ministro degli Interni!), mette sul piatto della bilancia l’indagato Paolo Tancredi, e il condannato Antonino Minardo.
Per quanto riguarda i “rivoluzionari”, vengono accontentati [...]

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