Il Pd e tutte le ambiguità di Zingaretti che si avvicina al M5s.L’inizio della fine, o il principio di un principio.

Il Pd e tutte le ambiguità elettive che avvicinano Zingaretti al M5s. Boschi dice che nel Movimento “ci sono i germi del totalitarismo”. Ma nel Partito democratico più che di tornare a Marx parlano di Di Maio.
Mentre la nuova e un po’ disperata strategia di Luigi Di Maio, impegnato da settimane a travestire da resistenzialista il M5s, sembra cominciare a funzionare, almeno stando ai sondaggi che lo premiano, ecco che nel Pd ritorna serpeggiante la tentazione – ciclica – di corteggiare il Movimento grillino. C’è la linea politica di Repubblica, abbastanza chiara: fuoco solo su Salvini, il fascista amico di CasaPound. C’è persino Marco Travaglio, che l’alleanza Pd-M5s la teorizza da tempo. E c’è poi il partito di Nicola Zingaretti, dove nessuno ne parla esplicitamente, malgrado il matrimonio possibile sembri proprio germogliare sul terreno dell’antifascismo retorico, nella complicità tra Sergio Chiamparino e Chiara Appendino, nell’antisalvinismo dei giornali consanguinei ai due mondi, n...

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