Il PdC: considerazioni a sipario chiuso

E allora, com'è andato il Palcoscenico di Carta? Benissimo, if you ask me - sotto tutti gli aspetti.
La nuova casa, la Libreria Ibs+Libraccio ci ha accolti con entusiasmo e disponibilità.
Confesso di avere avuto qualche patema preliminare, perché eravamo in uno spazio aperto nel bel mezzo del passaggio generale - ma sbagliavo: come mi si rassicurava dall'Isoletta, questa si è rivelata un'ottima cosa, e più di una persona di passaggio si è fermata per curiosità.
Credo anche che, tra un episodio e l'altro, abbiamo acquisito così almeno due ascoltatori.
E un altro patema infondato riguardava i lettori: a qualche giorno dal primo incontro sembrava che non dovessimo averne a sufficienza - e invece presto ci siamo ritrovati con un'abbondanza di entusiasti.
Persino questo martedì, quando influenza e prove improcrastinabili hanno aperto vaste lacune nelle nostre file, abbiamo coperto tutto quanto con soddisfazione generale.
Anche i coraggiosi che si sono buttati senza preavviso hanno avuto l'aria di divertirsi molto - e bisogna che lo dica: persino la mia non, non, non teatrale mamma ha letto, e non tenta nemmeno di negare che le sia piaciuto.
A proposito di prove, vorrei davvero ringraziare gli attori dell'Accademia Campogalliani, che hanno trovato il tempo per partecipare nonostante stagione e settantesimo in pieno corso, e gli Histriones (Hic Sunt), che si sono fatti, martedì dopo martedì, tutta la strada da Ostiglia per venire a leggere con noi.
E veniamo a Shakespeare himself.
Pene d'Amor Perdute è una commedia deliziosa, con un sacco di battibecchi amorosi, parodie, giochi linguistici - e un finale...
bizzarro.
Gaia, pungente e spassosa, si è rivelata davvero una buona scelta - tanto che...
ma no, non diciamo nulla.
È ancora tutto talmente in grembo agli dei, che non mi azzardo.
Però mettiamola così: se in futuro doveste sentir parlare ancora di Pene d'Amor Perdute, non stupitevi troppissimo, d'accordo? In generale, credo che abbiamo trovato la nostra formula: la suddivisione in tre parti a cadenza settimanale, la redistribuzione delle parti di volta in volta...
Temo che l'orario tardo-pomeridiano precluda la possibilità di partecipare a una certa quantità di gente - ma, alas, dopo cena non potremmo avere la libreria.
Però, così com'è, funziona decisamente.
O così parrebbe, a giudicare dall'entusiasmo con cui i paperstagers hanno chiesto lumi sulla prossima lettura...
Quindi sì: siamo soddisfatti su tutta la linea, abbiamo celebrato debitamente 'anno shakespeariano e il Palcoscenico di Carta tornerà in [...]

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