Il Pip Gerbolina visto dalla Lega

La questione del Pip Gerbolina sta giungendo ad uno stato di doppiezza nel quale, soprattutto nelle file della maggioranza (e nella testa di Calavalle, membro part-time della stessa), la distinzione tra ciò che è politicamente conveniente credere e i fatti oggettivi non esiste più.
Vi è una ferma e determinata reazione politica che li porta a negare persino l’evidenza, e questo riguarda anche il nostro interessamento per il distaccamento dei vigili del fuoco volontari, perché non vogliono che il pubblico apprenda troppo della vicenda.
Ribattendo con la cieca collera, gli insulti, le menzogne.
Chi la pensa diversamente è sciocco, canaglia o semplicemente ignorante.
Il sindaco afferma che la variante è stata adeguata al Piano territoriale di coordinamento, come se non sapessimo che è stato proprio Pavesi a predisporre il Ptcp all’epoca della Giunta Gualtieri.
Anche se non è riuscito a farselo approvare.
La mano è sempre la stessa, l’individuazione di quei terreni parte da lontano.
Meneghini aveva salvaguardato il vigneto pregiato, la sua variante prevedeva, in accordo coi numerosi proprietari terrieri, lo sviluppo verso est rispetto alla SP59, nei pressi della Via Pavesina.
L’utilizzo della quale tra l’altro poteva abbattere i costi di urbanizzazione.
Pavesi sposta la variante ad ovest, dietro il parco commerciale, individuando così una strada che passa sui terreni in questione e porta dritta all’inizio dell’area industriale incrociando Via Baghella.
Prima con una procedura semplificata, poi, vista la mala parata dei ricorsi dei proprietari che non aveva avuto briga di ascoltare preventivamente, con procedura ordinaria.
Ora si trincera dietro al supposto consenso della Giunta regionale.
La delibera regionale, però, afferma testualmente che viene rinviata “alla competenza comunale la scelta degli strumenti attuativi di sviluppo delle aree” coinvolte; inoltre contiene due espresse indicazioni non rispettate dall’amministrazione viadanese, una delle quali prevede “l’eventuale esclusione dall’edificazione delle aree interessate da una coltura a vigneto specialistico”.
Noi gli atti li leggiamo eccome, e abbiamo l’onestà e il coraggio di riportarli.
Quindi ancora una scelta politica affidata all’amministrazione viadanese, che persegue di sua spontanea volontà nel disegno di espropriare un terreno dove esiste un’attività produttiva altamente specializzata che avrebbe dovuto invece essere valorizzata, dove non c’è foraggio ma impianti tecnologici di fertirrigazione per la produzione [...]

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