Il Re

C'è stato un tempo in cui ero il re.Poi c'è stato l'esilio.Poi ho amato il mio popolo.E questo è stato l'errore più grande.Dovevo restare sfuggente e irraggiungibile senza farmi sfiorare dalla polvere;magari risalire sull'astronave.
Ci sono stati tempi feroci in cui non riuscivo a lavorare e univo l'Italia intera.C'era un lungo tappeto di gente che sfiorava le mie parole,che mirava il potere delle mie dita e la mia prontezza.Le decisioni erano la mia forza e l'umanità la mia maniera;potevo anche piangere e rubare.
Con un solo sospiro unire due giorni,con un solo gesto tornare la sera.Avevo Roma e Bologna da guardare e un bacio al giorno da ogni donna di questo regno.Avevo gente sulla punta di piedi per vedermi e labbra sulla testa per elargire il mio umore.Chi mi trattava male finiva male,chi mi trattava bene tornava sempre.
Avevo una cugina,una mamma,una zia,un amico e mille amanti.
Avevo un gradino alto come un palazzo.Sceso dal sole ho toccato troppo bene.E sincero come un ragazzo ho perduto il mantello e scambiato lo scettro con una pizza.Poi non c'era più nessuno.
Solo qualche sputo e qualche velenosità.Ora attendo un regno migliore e un'altra ferrovia che lo attraversi.Ma qui una volta io ero il Re.

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