Il Sarto del Mali

L'italiano non è una lingua facile.
Io non so il francese, eppure se fossi francofona il mio lavoro sarebbe veramente più facile.
Sarebbe facile con il mio miglior alunno, Il Sarto del Mali.
Il Sarto del Mali è giunto qui da solo e vive nel centro accoglienza.
Non ha nessuno in Italia e non ha neanche 16 anni, ma tutti i giorni viene a scuola.
E' scappato da un paese in guerra, da un paese bellissimo ma anche poverissimo.
E' il più abile sarto che io abbia mai visto in azione.
Ho visto tagliare e cucire moltissime persone, ma mai nessuno con tanta maestria e sicurezza.
Vede nella stoffa quello che vuol realizzare e fa correre le forbici sul tessuto con sicurezza.
Misura con le mani e con gli occhi, non ha bisogno di cartamodello, segni o qualsiasi altra cosa.
La forbice corre sul tessuto con armonia e dalle sue mani sapienti escono cose incredibili.
Le mani di un ragazzo di sedici anni.
Eppure così sapienti, in contrasto con i suoi coetani italiani svogliati come pochi.
Non parla, ma quando lavora non gli occorrono parole.
Sicuramente è il mio miglior alunno di sempre.
Quando lavora mi sembra di vedere Michelangelo che sapientemente tira fuori dal marmo la figura ivi imprigionata, mentre lui sa tirar fuori da una pezza un grande abito.
infondo non è la stessa cosa? Se devo lavorare con ragazzi simili, questo potenziamento mi piace davvero.
Incarna la mia idea di insegnate, ovvero colei che insegna, colei che migliora, non colei che giudica e basta.

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