Il TAR Veneto riassume le regole per distinguere i vincoli sostanzialmente espropriativi da quelli conformativi

Segnaliamo la sentenza del TAR veneto n.
639 del 2011 che riassume in modo chiaro ed esaustivo i criteri elaborati dalla giurisprudenza per distinguere i vincoli sostanzialmente espropriativi da quelli conformativi.
La distinzione è rilevante soprattutto ai fini della decadenza dei vincoli e della loro indennizzabilità.
Scrive il TAR: "La giurisprudenza, dopo la sentenza della Corte costituzionale numero 179 del 1999, ha avuto modo di occuparsi ripetutamente della problematica della reiterazione dei vincoli decaduti, per cui allo stato risultano affermati alcuni principi, pur essendo la materia in continua evoluzione, rinvenendosi i due estremi da un lato nell’obbligo di minuziosa giustificazione delle singole scelte reiterative, dall’altro nella sufficienza di una motivazione globale, individuandosi la tesi intermedia quale richiedente solo la giustificazione di alcuni rinnovi di vincolo.
La più recente giurisprudenza ha dunque affermato che : la previsione dell’indennizzo nel caso di reitera di vincoli è doverosa non solo per i vincoli preordinati all’ablazione del suolo, ma anche per quelli "sostanzialmente espropriativi" (secondo la definizione di cui all’art.
39, comma 1, d.P.R.
8 giugno 2001, n.
327), i quali comportano l’azzeramento del contenuto economico del diritto di proprietà.
Non possono essere considerati come vincoli "sostanzialmente espropriativi", ma costituiscono dei vincoli conformativi, quelli derivanti da destinazioni realizzabili anche attraverso l’iniziativa privata in regime di economia di mercato .
Non sono vincoli "sostanzialmente espropriativi", ma sono da ritenere vincoli conformativi, le destinazioni a parco urbano, a parcheggio ed viabilità; tali destinazioni, infatti, non comportano automaticamente l’ablazione dei suoli ed ammettono, anzi, chiaramente la realizzazione, anche da parte di privati in regime di economia di mercato, delle relative attrezzature destinate all’uso pubblico.
Per tale tipo di destinazioni, conseguentemente, nel caso in cui siano confermate da un nuovo strumento urbanistico o da una sua variante generale, non occorre nè la previsione di indennizzo nè una particolare motivazione per giustificare la loro conferma.
(CONSIGLIO DI STATO, SEZ.
IV - sentenza 1° ottobre 2007 n.
5059); L’art.
2 della L.
19 novembre 1968 n.
1187 (secondo cui "le indicazioni di piano regolatore generale, nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione od a vincoli che comportino l'inedificabilità [...]

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