Il Terrore naviga sul Lago Titicaca 2/2

Il giorno dopo, è prevista la visita all'isla di Taquile.
Durante l'ora di navigazione che occorre per andare dall'isola di Amantani a Taquile, la nostra guida riceve una telefonata dalla capitaneria di porto di Puno che lo avvisa del fatto che sta per arrivare vento forte dal golfo di Puno: tutte le imbarcazioni devono far ritorno il prima possibile in porto.
Naturalmente sia il capitano che la guida, danno poco peso a questo allarme e ingannandoci con un ”Non vi preoccupate, il vento arriverà quando noi saremo già ormeggiati a Puno” continuano la navigazione verso l'isla di Taquile.
Di per se, l'isla è molto bella.
I magnifici paesaggi naturali ricordano vagamente un'isola del Mediterraneo.
Raggiungiamo il centro dell'isola e lì abbiamo la possibilità di vedere le donne e gli uomini tessere tipici abiti peruviani.
Arriva velocemente l'ora di pranzo.
Il ristorante si trova proprio in cima all'isola.
E' qui che ci assale un vento fortissimo.
Non ce ne eravamo accorti in precedenza perché eravamo nella parte dell'isola sottovento ma ora, in cima, il vento si mostra in tutta la sua potenza.
Il tetto in lamiera del ristorante sembra saltare via da un momento all'altro.
Tutti noi mangiamo ma ognuno sa che con un vento così il lago è agitato e la navigazione pericolosa.
La nostra guida è visibilmente preoccupata.
Le barche non possono navigare con queste condizioni meteo ma purtroppo alcuni di noi insistono nel voler partire in quanto hanno tutto organizzato e restare un giorno in più a Taquile causerebbe la perdita delle coincidenze con i bus prenotati in precedenza.
Nonostante tutte le altre barche siano ferme in porto, sotto questa continua insistente richiesta, il giovane comandante è costretto a lasciar gli ormeggi e a provare il difficoltoso rientro a casa.
Finché navighiamo sotto-costa e sottovento la navigazione fila liscia ma appena la protezione dell'isola finisce, il lago manifesta tutta la sua terribile potenza.
Onde alte più di due metri fanno sobbalzare la piccola imbarcazione come polvere al vento.
E' ingovernabile.
Iniziamo tutti a essere spaventati: urliamo al comandante di tornare indietro, alcune persone iniziano a piangere e, inoltre, poco rassicurante è la temperatura dell'acqua prossima ai 10 gradi che non ci lascerebbe molto scampo in caso di ribaltamento.
Dopo tre onde che hanno messo la nostra prua sott'acqua e dopo l'isterismo di tutti i passeggeri che urlavano ”Go back!” finalmente il nostro comandante quindicenne e senza patente nautica decide di invertire la rotta e tornare [...]

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