Il balcone

  Mi giro e mi rigiro nel letto, le lenzuola scottano, l'aria è densa.
Mi alzo, stravolta, confusa, ansiosa, infastidita; giù per le scale, con gli occhi socchiusi afferro una bottiglia e bevo tanto, senza freno o eleganza, acqua calda, insopportabile.
Mi trascino fino al balconcino, tiro una sedia a me e mi ci accascio, imperlata di sudore fino al leggero declivio del seno malamente coperto, con la disperazione dell'insonne estiva...
Dopo pochi attimi respiro, smetto di ansimare, rilasso i muscoli del corpo, ad occhi chiusi...
a distanza si distingue appena la musica dance dei lidi in festa, come ovattata in un sogno-dormiveglia, attorno a me amplificati segni di creature notturne, battiti d'ali e stridii.
Ma su tutti s'impone con beneplacito della quiete cerebrale, il rumore dell'immenso mare, delle onde che lusingano la riva, lente, lascive, carezzevoli e poi decise fino ad afferrare la sabbia senza respiro, rapaci e veloci, per ritornare indietro e lasciare sospeso il desiderio di un nuovo amplesso d'amore...
Mi sento sgravata, libera, ma intimorita dall'abisso spalanco gli occhi e...
la meraviglia di una distesa di diamanti che danzano rapidi sulla seta increspata dell'acqua mi tolgono il fiato, mi ridanno vita...
Luna testimone di insonnie, tradimenti e ansie, furtivi incontri di innamorati disperati, sospiri di desideri censurati, speranze di innocenti, ti auguro una buona notte...
Mi alzo dalla sedia, salgo le scale, mi rimetto a letto e mi giro per guardare lui.
Perchè lo amo e non ho più ansia, e nemmeno caldo.

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