Il baluardo con le fondamenta di argilla

In un'intervista a MilanoWeb, Gianmarco Perboni, autore del libro "Perle ai porci", afferma: "Spazio a un po’ di retorica.
Gli insegnanti (carogna e no) sono l’ultimo baluardo su cui si regge la scuola italiana.
Mi accade spesso di pensare che, se dovessimo lavorare per come veniamo considerati, trattati e retribuiti, potremmo cavarcela entrando in classe, ordinando agli studenti: 'Studiate da pagina 20 a 28' e poi leggendo il giornale per tutta la mattinata.
Nessuno di noi, a quanto mi risulta, si comporta in questo modo e quindi diamo un po’ di merito anche alla nostra categoria." Allora pretendiamolo, questo merito.
Ed evitiamo di piangerci sempre addosso.
Finora la nostra categoria non ha praticamente dato segni di vita politica o di opinione e si è sempre addossata i problemi che altri aggiungevano a quelli reali che tutti sopportiamo.
Nessuno ha mai protestato, se non quando veniva toccato nello stipendio.
Nessuno ha mai preteso pubblicamente più serietà, sentendosi nell'animo a metà strada tra il buonismo pedagogico imperante e la paura di toccare lo "status quo".
Nessuno ha difeso i docenti malmenati o sbeffeggiati a scuola, nemmeno i colleghi.
Anzi, li hanno trovati colpevoli.
Io dico che agli insegnanti va dato il merito di essere i "baluardi della scuola", ma ritengo anche che si debbano dare una mossa.
Il merito, se non te lo danno, devi fare di tutto per pretenderlo.
I baluardi non hanno le fondamenta di argilla.

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