Il bambino in ospedale.

  Negli ultimi anni la pediatria ha potenziato le possibilità mediche di cura nei confronti della malattia organica in età infantile, grazie a nuove e più sofisticate tecniche diagnostiche e a sempre più moderne possibilità terapeutiche.
  L’intervento pediatrico, però, pur assecondando spinte di rinnovamento, si fonda, acora sul modello del ricovero.
L’ospedalizzazione in età pediatrica è un fenomeno socio-sanitario rilevante: gli ospedali pediatrici ospitano circa un milione di bambini ogni anno e tra le prime cause dell’ospedalizzazione, nella fascia di età compresa tra 0 e 14 anni, vi sono le patologie neonatali e le malattie a carico dell’apparato respiratorio, mentre altre cause, meno frequenti, sono i traumi, gli avvelenamenti, le patologie a carico dell’apparato digerente.
Il tasso di ospedalizzazione per i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni nel 2000 era intorno al 12,4 % della popolazione infantile residente (Rapporto Sanitario Nazionale 2000).
Nel 2004 il Ministero della Salute ha presentato un rapporto sulle principali cause di ricovero in età pediatrica, da cui emerge che tale percentuale è in calo (10,4%), ma resta sempre elevata, ad esempio rispetto a Regno Unito, Spagna, Stati Uniti.
Inoltre questo trend di calo dell’ospedalizzazione non riguarda i neonati, per i quali, probabilmente, incidono le diverse modalità di codifica regionale del neonato patologico.
Questi dati inducono a riflettere sui modelli organizzativi, che forse non ottimizzano le risorse disponibili e non sono sempre offrono un efficace filtro ai ricoveri inappropriati.
L’ospedalizzazione infantile non è sempre un evento ineluttabile, ma, in alcuni casi, potrebbe essere sostituita con soluzioni a minor rischio di trauma psichico per il bambino e per la sua famiglia, che non sradichino troppo a lungo il bambino dal suo ambiente, dalla sua famiglia.
Queste soluzioni, però, in Italia, fanno fatica ad affermarsi: tra queste il cosiddetto “day surgery”, un modello assistenziale e organizzativo molto diffuso in Canada, negli USA, nel Regno Unito e in Australia, che consente di effettuare interventi chirurgici e procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive e/o semi-invasive in un regime di ricovero limitato alle sole ore del giorno e con eventuale pernottamento, con un importante contenimento dei costi sanitari, una migliore razionalizzazione dell'attività chirurgica ospedaliera e un ridotto stress psicologico per il bambino e i suoi familiari.
Non solo, ma non è ancora soddisfacente in Italia [...]

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