Il bel paese addormentato nel bosco

IL BEL PAESE ADDORMENTATO NEL BOSCO “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta, dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria? Le porga la chioma.
Che schiava di Roma Iddio la creò”.
Chissà con quali versi apostroferebbe il nostro Paese nell’anno “di grazia” 2012, Goffredo Mameli, quale manifesto a tinte tricolori partorirebbe la sua illuminata mente intrisa di sprezzante patriottismo risorgimentale.
Il quadro italico di metà Ottocento era totalmente diverso da quello di oggi, un moto di veemente rivolta che avrebbe condotto all’unità d’Italia, figlia di quello spirito garibaldino che impregnava il popolo della penisola “dall’Alpi a Sicilia”, di gente fiera, piena di passione e di voglia di libertà e di giustizia.
Bisogna ammettere con triste rassegnazione che i geni dei nostri antenati si sono annacquati e dispersi nel vortice dei tempi che cambiano, dando vita a delle generazioni scialbe, appagate e povere di stimoli, nonché di voglia di cambiare la situazione disastrosa di quello che solo con un notevole esercizio d’ironia, possiamo oggi definire il Bel Paese.
L’eccitazione e la partecipazione che quasi sempre accompagna l’esecuzione del nostro inno nelle grandi manifestazioni sportive, non rispecchia il nostro approccio alla situazione politica, economica e sociale, che ci troviamo ad affrontare.
Credo che la maggior parte degli italiani sia come intrappolata in una campana di vetro che la paralizza in questa sorta di impasse, assuefatta agli illusori comfort che il perdurante declino del sistema-Italia ancora le assicura.
Lungi da me, fare del catastrofismo, l’intento è solo quello di analizzare il nostro comportamento dinanzi ad un periodo storico senza precedenti, non tanto per le difficoltà economiche, già vissute in passato, quanto per la crisi valoriale, di identità e di prospettive in cui versa il nostro paese.
Da una casta politica parassita, che ha ormai divorato gran parte della carcassa peninsulare, alla disoccupazione dilagante che non risparmia nessuna classe d’età, passando per la malavita organizzata, i disservizi e l’incompetenza delle pubbliche amministrazioni, il decadimento e l’inadeguatezza delle infrastrutture, i tempi e i metodi della giustizia, la manipolazione dell’opinione pubblica da parte degli organi d’informazione di un polo piuttosto che di un altro, gli scandali che quasi quotidianamente coinvolgono personaggi del mondo dell’economia, della politica o dello sport.
Un quadro agghiacciante, la cui misura non è ancora [...]

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