Il calcio tra ultrà e poeti.I ministri possono, devono parlare, anche quando non pensano prima di parlare, anche quando forse ci pensano ma poi sparano una raffica di cazzate, come Salvini.

Forse il motivo è che proprio quegli ultrà fanno da specchio, sia pure deformato, a sentimenti e comportamenti che ormai il Paese ha sdoganato e che costituiscono la forza del ministro degli interni.
Tanto che Salvini non soltanto ha allentato le norme restrittive già esistenti, ma si è detto persino contrario alla sospensione delle partite in caso di cori discriminatori e razzisti.
Comunque, anche se non sono un'esperta di calcio (come lei ha intuito), penso che sia ormai illusorio cercare di riportarlo all'età dell'innocenza, quando l'estetica del gioco vinceva sul pathos del tifo e ispirava anche artisti e poeti.
Come Albert Camus che scriveva: «Tutto ciò che so sulla moralità e sui doveri degli uomini, lo devo al calcio» o Umberto Saba che immortalava così in una poesia una vittoria della Triestina: «Festa è nell'aria, festa in ogni via.
Se per poco, che importa?».
O come, notoriamente, Pier Paolo Pasolini, che giocava da ala destra e arrivò a dichiarare: «Il calcio e l'ultima ra...

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