Il caso Skripal esplode a livello internazionale, il leader della Lega liscia il pelo a Putin e il M5s resta in silenzio. Presto però dovranno spiegare agli italiani da che parte stanno

La Russia, la Nato e il cerchiobottismo (impossibile) di Salvini e Di Maio

“Salvini ha dimostrato di essere uno di parola”, diceva un Beppe Grillo entusiasta per avere appena eletto alla Camera uno dei suoi fedeli colonnelli, Roberto Fico, e al Senato l’ultraberlusconiana, attiva protagonista della stagione delle leggi ad personam, Elisabetta Casellati. Un’affermazione, quella del fondatore del Movimento 5 Stelle, che stride se pensiamo al caso Skripal, ai rapporti con la Nato e la Russa e alla vicenda dell’espulsione dei due diplomatici russi da parte del governo italiano. Secondo una ricostruzione di Repubblica, a firma Alberto D’Argenio, infatti, la decisione è stata presa dal premier dimissionario Paolo Gentiloni, ma solo dopo aver avuto l’ok dei leader di partito sentiti al telefono: Luigi Di Maio, Maurizio Martina, Gianni Letta (per conto di Silvio Berlusconi) e Matteo Salvini. Tutti – scrive D’Argenio – hanno compreso l’importanza di mantenere l’Italia allineata all’Europa e a...

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