Il coraggio di essere se stessi

Ciao Cara Letizia, ti scrivo perchè la mia anima e il mio cuore sono tormentati da immotivate e fastidiose insicurezze.
Fin da bambina, ora ho 32 anni ed una figlia, ho creduto che comportandomi come mi si chiedeva di fare o, semplicemente, uniformandomi al volere altrui, potessi un giorno vedere riconosciuti dei meriti.
Meriti a scuola, in famiglia, nell'amore, nel lavoro etc.
Ho preso molto presto consapevolezza che c'era qualcosa di strano in tutto ciò, soprattutto quando ho iniziato ad accorgermi che quello che mi sforzavo di fare, non solo non mutava nulla nel rapporto con gli altri esseri viventi ed il mondo esterno, ma rendeva me incosolabilmente infelice ed incapace di relazionarmi.
Perchè ho scelto di parlarne alla Posta del Cuore? Perché é coinvolto il mio cuore, quello di mia figlia e di mio marito.
Mi sono sempre giudicata male e più lo facevo, più sbagliavo; la scarsa stima di me mi ha reso la mia vita impossibile, non riesco tuttora a decifrare correttemente i messaggi e gli impulsi della mia anima, soffro di una specie di dislessia emotiva.
Ho paura ogni qualvolta affronto una novità, durante la gravidanza mi sono imbattuta in attacchi di panico e somatizzazioni ansione, depressione pre e post partum: l'unica felicità era mia figlia.
L'avevo fatta io e tutti l'amavano e l'ammiravano.
La quotidianità mi ha di colpo assalito di nuovo, dopo un po' sono dovuta rientrare nel giro del tanto temuto lavoro.
Io sono un avvocato e l'ho detto adesso solo per farti notare la totale discrasia tra quella che fino a ora sono stata e la strada che ho scelto di intraprendere.
E' un continuo travaglio, non vivo bene il rapporto con i colleghi, belve feroci che si nutrono di ogni mio piccolo cedimento.
Il mio dominus mi disse: "benvenuta tra i lupi".
E lupi erano tutti intorno a me, lo sono sempre stati.
Non vedo altro.
I miei cari cercano di recuperare perché hanno capito troppo tardi il male "indotto"che mi sono procurata.
Indotto perché tutti credevano riuscissi in tutto o forse io soltanto lo credevo.
Se puoi, contribuisci anche con una sola parola, ad aiutarmi ad uscire fuori dal mio stesso meccanismo.
Non vorrei essere sembrata parca di amore, perchè se amore cerco sono la prima a volerlo dare, non riconoscente alla vita che amo, invece più di ogni altra cosa, ceca davanti alla fortuna di avere avuto una solida famiglia alle spalle e un marito sempre pronto ad ascoltarmi.
Grazie A Cara Amica., traspare dalle tue parole tutta la tua sofferenza.
Mi chiedi una parola per aiutarti a uscire dai tuoi stessi [...]

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