Il delitto di Carmela Melania Rea

Ancora indiscrezioni, ancora voci sulla vita e la morte di Carmela Rea, la donna di 29 anni morta il 19 aprile scorso in provincia di Teramo.
Secondo alcune affermazioni, fatte da un'amica intima della vittima ai Carabinieri, Melania avrebbe voluto tornare a casa dei suoi genitori con la piccola Vittoria.
La donna era spesso sola e pare che il matrimonio con Salvatore non fosse propriamente tutto rose e fiori.
Gli inquirenti non abbandonano la pista del delitto passionale esploso senza premeditazione.
Ieri sera, durante la trasmissione "Quarto Grado", la stessa amica di Melania di cui sopra ha dichiarato apertamente che la vita familiare di Melania era "perfetta".
Contraddizione voluta? Cose che in una trasmissione televisiva non si possono (ancora) dire? E poi, mi è venuto da chiedere, visto che sul cadavere è stata trovata una siringa e accanto un laccio emostatico, chi se ne va in giro con questi presidi medici in pieno bosco? Gli inquirenti sostengono che non vi sia premeditazione, nel delitto, ma depistaggio successivo.
Comunque sia chi ha incontrato Melania aveva con sé una siringa e un laccio emostatico o se li è procurati nel tempo intercorso tra l'uccisione della povera ragazza e qualche ora prima che ne fosse scoperto il cadavere.
Dove si è procurato/a questi oggetti? Se li aveva con sé, a che scopo li portava? Ieri sera, sempre a "Quarto Grado", è emerso che gli inquirenti stanno indagando anche tra i bed and breakfast che si trovano nelle vicinanze del luogo in cui Melania è scomparsa.
Pare che molti albergatori, in questa stagione, non abbiano l'abitudine di registrare i clienti.
L'assassino o l'assassina avrebbe potuto, pertanto, essere a conoscenza di questa cosa e ne avrebbe potuto approfittare per attendere la vittima di cui, certamente, conosceva e spiava le abitudini.
Resta il mistero anche sull'identità di chi ha avvertito i Carabinieri dell'esistenza di un cadavere nel Bosco delle Casermette.
La voce era quella di un uomo, all'apparenza calmo.
La telefonata è stata fatta da una cabina telefonica situata a 30 minuti d'auto dal luogo in cui è stato ritrovato il cadavere di Melania.
Si tratta dell'assassino? Sotto le unghie di Melania sono stati ritrovati terriccio e aghi di pino che ora sono all'esame del Ris di Roma.
Questi reperti avvalorano maggiormente l'ipotesi di morte per dissanguamento e non immediatamente susseguente l'aggressione.
Melania è stata uccisa accanto al chiosco della pineta di Ripe di Civitella, lo stesso chiosco dove si era recata con il marito (è stato affermato anche [...]

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