Il disastro Malpensa

Se si vuole avere un'idea dell'incapacità di governo di Lega Nord, di Formigoni e dell'intero cialtro-destra dovremmo dare uno sguardo al caso Malpensa.
Uno scandaloso spreco di risorse pubbliche ed una presa per i fondelli colossale per i cittadini lombardi.
A dispetto dei proclami propagandistici dei legaioli, Malpensa si è trasformata nel deserto dei tartari, in perenne attesa di un assalto che non ci sarà mai.
Cialtrone.
Come altro si può definire un partito che dalle parti del varesotto ha percentuali anche superiori al 50% e che non riesce a difendere gli interessi dei suoi elettori? La Lega è stata al governo per 8 dei 10 anni del nuovo millennio (dal 2001 al 2005 e dal 2008 al 2010) e non è stata capace di mantenere nessuna delle promesse fatte.
Formigoni è invece da 15 anni ininterrotti che governa da sultano queste terre desolate.
L'evidenza del disastro è in pochi numeri.
Nel 2007 Malpensa ha registrato 23,8 milioni di passeggeri, nel 2008 19 milioni: persi 7,4 milioni.
La ritirata di Alitalia che da 1.237 è planata a 187 voli settimanali, a Malpensa mancano all’appello un quarto dei voli che aveva nel 2007, passando da 4.500 movimenti settimanali totali a 3.341.
Nel luglio 2007 c'erano stati 309 mila passeggeri nei voli nazionali, e oltre due milioni degli internazionali, frequentati da top manager.
Nel 2009 sono 96mila quelli dei nazionali, e un milione e 600mila agli internazionali, quasi tutti charter.
Se fosse un ristorante, avrebbe chiuso.
Ed i costi di questo disastro lo pagano i lavoratori locali: 2500 licenziati, considerando cargo ed indotto.
Un disastro tutto lombardo.
Mentre la Lega minaccia crisi di governo se non vengono approvate leggi razziste che seminano l'odio ma che non portano un solo beneficio in più ai suoi elettori, tace vergognosamente sullo scempio che viene compiuto a danno delle popolazioni lombarde.
E mentre la Lega minaccia e sbraita, in realtà ha turlupinato i suoi elettori adagiandosi sulle posizioni del cioccolataio brianzolo (quello che abbiamo hanno come premier) che, per pura propaganda elettorla, ha sbolognato Malpensa alla CAI (la "nuova" Alitalia) che non sapeva proprio cosa farsene di Malpensa.
E' di qualche giorno fa la notizia che CAI ha ceduto ad Air France la rete commerciale di vendita della "pancia" degli aerei per il trasporto merci.
Ciò comporterà l'ulteriore licenziamento di un centinaio di persone e lo smantellamento in Malpensa dell'handling aeroportuale, cioè dell'insieme delle operazioni di movimentazione delle merci che verrà spostato a [...]

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