"Il divoratore"

Con il suo libro 'il Divoratore' e' diventata in pochissimo giorni il caso letterario dell'anno: Lorenza Ghinelli, classe 1981 di Cesena e' un personaggio atipico nel mondo letterario.
Il suo noir uscito a gennaio con la Newton Compton, ancora prima di essere pubblicato ha scatenato aste in tutto il mondo, venduto in Spagna, Olanda; Russia e Francia e America Latina.
Un passato da grafica pubblicitaria, web designer ed educatrice, autrice di cortometraggi, la Ghinelli, ama Cesare Pavese, le sorelle Bronte, Edgar Allan Poe, Niccolo' Ammaniti, Simona Vinci e da ragazza 'divorava' Stephen King.
In una conversazione con l' ANSA si autodefinisce una ''scrittrice compulsiva'' e ''lettrice onnivora'', ma soprattutto non vuole essere classificata come ''un'autrice di genere'''.
In effetti come darle torto ad ottobre ha pubblicato, J.A.S.T.
(Just another spy tale), con i graphic novelist Simone Sarasso e Daniele Rudoni.
Una sorta di romanzo a sei mani, quest'ultimo, uscito nelle librerie per Marsilio, che incrocia i linguaggi e strutturato come fosse una stagione di un serial televisivo.
Lorenza a quando il suo prossimo romanzo: ''In realta' l'ho gia' scritto.
Il titolo provvisorio e' Di sangue e d'inchiostro'.
Ma preferisco non anticipare nulla, posso solo dire che non e' un noir ma una storia piu' autentica rispetto al 'Divoratore', e che esplora sempre l'infanzia ma questa volta si spinge verso l'adolescenza e oltre''.
Ghinelli inoltre sta lavorando come editor e sceneggiatrice per la Taodue, a Roma.
''Abbiamo terminato una fiction, titolo anche qui provvisorio Il tredicesimo apostolo''.
Ma come sta vivendo una scrittrice giovane tutto questo successo( il Divoratore e' il primo ebook piu' venduto su Media World e il sesto nella classifica di narrativa italiana, il romanzo piu' venduto negli ultimi due wek-end), ''Cercando di non montarmi la testa, sono consapevole che l'onda arriva, travolge e se ne va.
Per questo mi concentro sul lavoro.
Ogni mese esce un libro che e' un caso letterario.
Ecco io scrivo perche' ne ho bisogno, non per vendere.
Non mi aspettavo tutto questo clamore, lo confesso.
La verita' - spiega - e' che ho un bisogno vorace di esprimermi in tutte le forme che riesco ad esplorare.
E' una sorta di richiamo primordiale.
Non riesco a fermarmi.
La mia e' una forma di curiosita' verso il mondo.
Un modo di comunicare a 360 gradi.
Il montaggio e' scrittura: disponi di una serie di immagini e a seconda di come le disponi racconti cose diverse''.
Ma non ha paura che il suo secondo romanzo che arriva a distanza cosi' [...]

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