Il dopo manifestazione del PD

tra una manifestazione e una primaria, qualcosa si muove A due giorni dalla manifestazione del Circo Massimo, a parte il trionfalismo un po’ patetico di chi continua a ripetere che è stata “la più grande manifestazione di un partito dai tempi di…” (vale sempre la battuta di Mussi al congresso di scioglimento dei DS: “Quando qualcuno ti chiede: “chi siete?”, non basta rispondere: “siamo tanti””), si comincia a intravvedere qualche segnale innovativo.
Il vice di Veltroni, Dario Franceschini, in una intervista a Repubblica di ieri ribadisce l’assenza di una politica delle alleanze da parte del PD, però almeno propone una azione comune delle opposizioni, anche quelle fuori dal parlamento.
E’ comunque un bel passo in avanti; rispetto alla fissazione ossessiva per una opposizione “costruttiva” e “diversa”, l’idea di condividere con altri alcune battaglie è già un progresso.
E tra i temi di battaglia Franceschini colloca anche il tema della legge elettorale per le Europee.
«Eravamo davvero in tanti, moltissimi nostri militanti ma anche gente che non ci ha neanche votato.
Tutti a invocare per la stessa cosa.
Unità.
All'interno del Pd ma pure di tutta l'opposizione, per contrastare il governo Berlusconi.
Ecco, questo appello va assolutamente raccolto.
Oggi fare opposizione tutti insieme si può, si deve».
insieme a Di Pietro, ma amiche con Casini e, fuori dal Parlamento, con l'ex sinistra arcobaleno? «Con tutte le forze dell'opposizione, dentro e fuori le Camere, che hanno a cuore la difesa dello Stato di diritto e la battaglia contro l'operazione di macelleria sociale del governo».
Non è una versione riveduta e corretta dell'Unione? «No, I’Unione non può risorgere e non risorgerà.
Io penso invece ad un'azione comune dell'opposizione su alcuni, specifici temi.
Il che, intendiamoci bene, non ha nulla a che vedere con le future alleanze elettorali.
Le scelte strategiche non sono all'ordine del giorno, si faranno fra alcuni anni, alla vigilia delle prossime politiche, e come abbiamo già deciso ad aprile sulla base di programmi condivisi fino in fondo fra i partiti.
Questo, piuttosto, è il momento di unire in uno sforzo comune quelli che si battono contro il governo».
L'opposizione però , vedi i rapporti difficili con Di Pietro, finora ha viaggiato in ordine sparso.
«Esistono terreni comuni, punti di incontro.
Ne posso indicare, immediatamente, almeno tre.
La battaglia contro i tagli alla scuola.
La difesa dei salari e delle pensioni.
La legge elettorale per le europee, che il [...]

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