Il fantasma

È stato ad agosto.
C’eravamo solo io, la vecchia Bessi, la polvere bianca di gesso che si alzava dallo sterrato ed il frinire ipnotico delle cicale.
Era mezzogiorno e mezzo, quasi l’una e c’era quel caldo opprimente da colonia estiva che ti fa pensare alla siesta dopo al pranzo: alle spiagge deserte con le creste degli ombrelloni mosse dallo scirocco; alla penombra clemente dentro alle case, con le tapparelle abbassate a stampare strisce di silenzio sui copriletti; alle donne che si affaccendano tra l’acciottolio di piatti lavati con il detersivo al limone ed il mormorio letargico delle telenovelas.
Io e la Bessi stavamo cercando la casa di Leopardi, su per le salite, giù per un tornante, fra i cipressi ed i campi di girasoli, le chiesette incarcerate da ponteggi arrugginiti ed i calcinacci e i cumuli di pietrisco abbandonati a scottare sotto al sole.
Mi trastullavo con le poche briciole di reminiscenze avanzate dai tempi del liceo. Pensavo alla sua gobba, il naso prominente, ad un...

Leggi tutto l'articolo