Il flop dell'under 18

La fantastica cavalcata della Pieralisi verso la B2 è stato il momento più esaltate di questa stagione rossoblu.
Non ci sono dubbi.
Tuttavia questo meritatissimo successo non deve far dimenticare l'ennesimo fallimento della società di via Ancona.
Sto parlando del settore giovanile, ed in particolare della sua under 18, che continua a registrare insuccessi ad ogni stagione.  La storia è singolare.
Nel giugno 2010, quando i Pieralisi decisero di vendere la serie A1 a Conegliano (alla Spes, non all'attuale Imoco...guai a non confondersi!), dissero che tutte le risorse fin lì destinate alla prima squadra sarebbero state utilizzate per far crescere il settore giovanile e renderlo ancora più forte.
Fu reclamizzata la creazione della nuova foresteria, che doveva accogliere le ragazze "non jesine"; si annunciò la ristrutturazione delle palestre del centro sportivo di via Ancona, utilizzando il taraflex della serie A1 oramai inutilizzabile.
Opere sicuramente importanti, di cui ancora oggi giovano le tante bambine che affollano quotidianamente il centro "Pieralisi".  Di fronte a questo sforzo però, non c'è stato un ritorno in risultati.
Se prima l'under 18 jesina, che dovrebbe essere il fiore all'occhiello della società, conquistava titoli provinciali e regionali in serie, fino a raggiungere le finali nazionali, in questi ultimi anni anche il più semplice dei traguardi, come il titolo provinciale è diventato un tabù.
Certo, con i giovani non si può solo ragionare in termini di risultati, perché hanno bisogno di crescere con calma, senza avere troppa pressione, tuttavia è innegabile che il trend continua ad essere negativo, quindi bisognerebbe trovare delle soluzioni.
Anche questa annata non è stata esente dal flop.
Ad inizio aprile, mentre le ragazze della prima squadra festeggiavano la promozione in B2, quelle dell'under 18 di coach Sabbatini, uscivano mestamente in semifinale a Cerreto D'Esi, battute per 3-1 dal Filottrano, laureatosi poi campione a spese dell'Esino Volley in finale.
Un ko duro, passato però sotto silenzio, un po' perché a coprirlo c'era il frastuono della promozione della serie C.  Credo che questa ennesima sconfitta deve imporre delle riflessioni a chi dirige la società.
Cosa ha meno di Jesi, una realtà come Filottrano, a parte la serie A? Credo nulla.
Non è una questione di trovare un capro espiatorio che paghi per gli errori di tutti, però se per tre anni non riesci neppure ad essere il primo della provincia di Ancona, allora occorre quanto meno interrogarsi su come vengono utilizzate [...]

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