Il giovane talento Leonardo da Vinci mandato a bottega dal maestro artista Andrea del Verrocchio

  Il piccolo Leonardo da Vinci già da bambino fece notare che era diverso da tutti gli altri suoi piccoli amichetti.
Passava giornate intere a curiosare e a fissare le cose che lo circondavano, e chiedendosi i perché e i come di ogni cosa.
Oltre alla grande curiosità di Leonardo, il padre Ser Pietro notò anche un grande interesse per il disegno e l' arte in genere, e capì che era giunta l' ora di mandarlo presso una delle tante botteghe d' arte, che in quel periodo erano molto in voga e da dove usciranno i più grandi pittori e artisti di sempre.
Leonardo, grazie al prestigio e alle conoscenze del padre, fu mandato presso la bottega di Andrea del Verrocchio, che in quegli anni (1469 o 1470), era considerato uno dei più celebri maestri e artista che la città di Firenze avesse.
Se ci fermiamo un attimo a riflettere, e pensiamo che da quella bottega di Firenze, considerata una vera fucina di geni artistici, oltre al genio di Leonardo da Vinci, sono entrati per imparare l'arte e a fare da apprendisti, anche altri talenti, del calibro di Sandro Botticelli, Pietro il Perugino, Domenico Ghirlandaio, solo per fare alcuni nomi, mi vengono i brividi al solo pensare tutto quello che hanno potuto creare, studiare, discutere e toccare questi “Sommi” Artisti in questa “semplice” bottega del Verrocchio.
La bottega del Verrocchio, era considerata molto importante, per il fatto che riusciva a espletare attività multiple.
Infatti si creavano lavori di pittura, di scultura, con varie tecniche come su pietra, o per fusione a cera persa o ancora per intaglio su legno.
Oltre tutto questo, si pensava anche alle arti “minori”, per stimolare tutti gli allievi.
Il disegno era molto importante in bottega, e Leonardo insieme a gli altri, si esercitava per delle ore su i fogli di carta, per imparare bene il linguaggio e quanto possono essere espressive ogni linea o ogni segno su un pezzo di carta.
Sono arrivati per nostra fortuna ai nostri giorni, alcuni disegni realizzati in questa bottega, a volte difficili da attribuire al maestro o ad uno dei suoi allievi.
Su alcuni, per esempio, si può notare i vari esercizi che il maestro faceva fare agli allievi, per copiare le pieghe che vi sono nei tessuti, o magari per far esaltare la luce e le ombre.
Da alcune testimonianze scritte, Leonardo da Vinci, viene menzionato nella Compagnia di San Luca, dei pittori fiorentini nel 1472.
questo sta a significare che già in quell' anno era considerato come un vero pittore autonomo, la cui esperienza di “apprendistato” e formativa, poteva [...]

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