Il grande editoriale di Marco Travaglio - "Il Rieccolo"

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    In principio era Occhetto.
Poi vennero D’Alema, Prodi, Veltroni, Rutelli, Fassino, Franceschini, Bersani, Epifani e Letta.
Dieci leader del centrosinistra – si chiamasse Pds, Ulivo, Ds, Unione o Pd – in vent’anni.
Tutti politicamente defunti come i Dieci piccoli indiani di Agatha Christie, rasi al suolo, seppelliti dall’uomo, diciamo l’ometto, che tutti giuravano di distruggere: dalla “gioiosa macchina da guerra” occhettiana allo “smacchiare il giaguaro” bersaniano.
Senza dimenticare tutti gli aspiranti leader del centrodestra, anch’essi allineati nel cimitero della politica a riposare in pace: Dini, Fazio, Tremonti, Buttiglione, Casini, Bossi, Fini, Monti.
Ora c’è l’undicesimo, Renzi che, poco prima di farci il Patto del Nazareno, aveva twittato: “Lo asfaltiamo”, “game over”.
E, sull’altra sponda, c’è l’altro Matteo, nel senso di Felpa Salvini, che dice di non poterne più del vecchio puzzone e oggi scende nella Capitale per farglielo vedere lui di cosa è capace in quella che un tempo era Roma Ladrona.
Auguri anche a loro, naturalmente.
Chissà che i due Mattei, complice anche l’incedere inesorabile dell’età e della giustizia, non riescano là dove gli altri dieci hanno fallito.   Ma l’impressione è che neanche loro abbiano ben inquadrato il personaggio: lo trattano come un normale politico con cui discutere di riforme, di programmi, di alleanze, di legge elettorale, di Costituzione.
Tutti temi che l’hanno sempre annoiato a morte, salvo quando impattano con l’unica cosa che gli scalda il cuore: il portafogli, con annessi e processi.
Renzi pensava di ingabbiarlo in un accordo sull’Italicum e sul Senato delle autonomie, facendo leva sulla sua presunta ansia di passare alla storia come padre ricostituente: sai che palle.
Infatti, al secondo incontro, B.
era già lì che lo ricattava con l’“agibilità politica” (il salvacondotto giudiziario) e gli affari di Mediaset.
E alla fine, per tenerlo legato al tavolo delle riforme, ha dovuto mettergli sul mercato Rai Way, fare qualche regaluccio qua e là al Biscione, tenergli ferma la Rai, non toccare le norme su corruzione, prescrizione, falso in bilancio, conflitto d’interessi, e infine omaggiarlo del decreto natalizio con condono fiscale incorporato.
Col [...]

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