Il mezzogiorno e l'isola di ghiaccio

Il mezzogiorno e l’isola di ghiaccio Il processo che sbaraglia la strada alla grande isola di ghiaccio, la Groenlandia, ad un processo d’indipendenza nazionale è lungi da essere considerato un “modello calzante” per i movimenti territoriali dell’italia meridionale, ma può servire come monito e spunto nel perseverare nella spinta istituzionale, ovvero quella di un maggiore autonomia inserita in un vasto progetto riformistico, quale migliore strada da perseguire nell’imminente futuro prossimo.
Il clima disteso verso la vittoria referendaria sembra suscitare entusiasmo in tutti i sostenitori del club del federalismo e nella lotta nell’auto determinazione dei popoli.
Mentre i più restii a questa nuova presa di posizione identitaria, credono sostanzialmente che la volontà positiva imminente all’uscita di questa consultazione popolare non sia altro che una ruvida espressione di un voto di protesta ei confronti della direzione politica dell'isola in cui una coalizione composta dal partito di tendenze socialdemocratiche Siumut e quello conservatore Atassut e' attraversata da continui dissidi e dal ritiro di molti membri dal governo.
A prescindere dai giudizi di merito sull’esito degli exit pool ,bisogna precisare che la svolta referendario trasforma il l’assetto istituzionale dell’isola da un sistema di amministrazione autonoma, detto Hjemmestyre in vigore dalla svolta devoluzionaria del 1979, ad un vera e propria forma di autogoverno, detta Sjelvstyre dove la corona danese conserverà la sua prerogativa di capo dello stato ed in particolare nella gestione delle vicende degli affari esteri.
Dando attenzione alla vicenda non soltanto dalla sua angolatura politica, possiamo osservare come questa sia mossa anche da una forte esigenza economica.
Difatti oltre a una maggiore autonomia, la vittoria del "sì" permetterebbe ai groenlandesi d i ottenere i primi 12 milioni di dollari derivanti dai ricavi annuali della vendita di petrolio, risorsa che a giudizio degli operatori del settore non sarebbe entrata nel suo periodo di giovamento speculare.
D’altro canto l'opinione pubblica danese è favorevole e vorrebbe una graduale diminuzione dei sussidi, in uno dei sistema welfare più efficienti in cui l’assistenzialismo statale è posto al centro dei dinamismi socio-economici della vita civile dei consociati.Il modello groenlandese ad una sorta di federalismo di tipo nuovo pronto a sfociare in un indipendentismo politico assoluto, nelle sue peculiarità risulta del tutto inadeguato per presentarsi funzionale sotto [...]

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