Il minuetto di Marco Travaglio e Gustavo Zagrebelsky postreferendum

Con l’eccezione di Francesco Damato (su queste colonne) e di Massimo Bordin (sul Foglio), è passata quasi inosservata. I commentatori politici dei grandi giornali nazionali non l’anno degnata nemmeno di una fuggevole segnalazione. Per scarso interesse o per omertà? Non so dire. Eppure la mega-intervista rilasciata da Gustavo Zagrebelsky a Marco Travaglio (Fatto Quotidiano, 13 gennaio) è per certi versi clamorosa. Vediamo perché. Per pudicizia sorvolo sulle domande tostissime con cui il giornalista incalza la testa pensante del fronte del No al referendum del mese scorso, del tipo: “Si spieghi meglio”, “Che intende dire?”, e così di questo passo. Una spalla ideale per le battute del presidente emerito della Consulta. E che battute! Ne cito tre.
La prima: “Ora che i sondaggi ipotizzano un ballottaggio vinto dal M5S, non va più bene e si vuole buttare via una legge mai usata: roba da perdere la faccia”. Avete capito bene: il professore da un lato si lamenta per le con...

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