Il mito, la leggenda, l’ulivo e il cavallo: come nasce una città

Atena, dea della sapienza e della saggezza, e Poseidone, dio del mare dei cavalli, iniziarono a contendersi la città di Atene appena fondata perché il dio Fato ne aveva predetto un futuro ricco e prosperoso.
Entrambi volevano diventarne i protettori.
Nemmeno l’intervento di Giove riuscì a mettere d’accordo i due potenti dei, così si decise di risolvere la questione con una disputa.
Si radunarono gli abitanti della città sull’acropoli per fargli scegliere il regalo più bello tra i due che Atena e Poseidone avrebbero lì portato.
Atena portò un albero di ulivo, Poseidone un magnifico cavallo.
La popolazione si consultò per giorni e alla fine diede il suo responso che venne illustrato da uno dei vecchi saggi.
Il responso fu favorevole ad Atena perché, dissero gli ateniesi, il cavallo di Poseidone era simbolo di forza, potenza e guerra, ma l’ulivo, forse più modesto, rappresentava la prudenza e la pace.
Ma se la guerra poteva forse portare maggiore ricchezza, la pace garantiva che i beni già posseduti dalla città e dai cittadini fossero fonte di serenità per un periodo più duraturo.
Ma entrambi i regali erano belli ed erano stati apprezzati, così gli ateniesi eressero templi in onore di Poseidone e non gli fecero mai mancare riti e sacrifici, ma soprattutto, in onor suo, costruirono la città in riva al mare.

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