Il nuovo referendum abrogativo dopo la riforma costituzionale

Gli scontri tra la Boschi e Travaglio, a prescindere dai torti della Boschi e dalle ragioni di Travaglio, dopo un po' diventano francamente noiosi.
E non è di questo che si deve parlare ora.
Ma da qui si deve partire per cercare di entrare nel merito di alcune proposte portate avanti dalla maggioranza, che suscitano più di una perplessità.
Il Ministro Boschi ha infatti sostenuto, qualche tempo fa (http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/07/09/referendum-boschi-vs-travaglio-sulle-riforme-mente-ma-non-risponde-allinvito-di-un-confronto-pubblico/542520/), che se vince il sì al referendum, allora, in tema di referendum abrogativi, non cambia nulla, resta tutto come è.
Ci vogliono 500.000 firme per avviare un referendum, contrariamente a quanto sostenuto da Travaglio.
Ora, non sapendo cosa abbia detto in proposito Travaglio e non essendo stato possibile rintracciarlo, almeno su internet, non resta da far altro che prendere il testo della riforma costituzionale e leggerlo (testo che molti commentano senza nemmeno averlo letto, come spesso accade).
Prima di far ciò, però, un punto bisogna sollevarlo e riguarda la logica della Boschi, che sembra sempre il contrario di una logica normale.
Difatti, se si fa una riforma è per cambiare le cose e non per mantenerle come sono...
sennò che la fai a fare? Comunque sia, mettiamo a confronto il testo dell'attuale art.
75 della Costituzione con il testo riformato e vediamo che succede: Art.
75 (vigente).
- E` indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
Art.
75 (riformato).
– È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente forza di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di [...]

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