Il padrone di casa

Ho comprato lo spazzolino nuovo ieri, bianco e verde, medium della Colgate, un classicone, una azione che faccio ogni due mesi più o meno, perché ho letto così una volta, ho letto che lo spazzolino va cambiato ogni 8-10 settimane.
L’altro però non l’ho buttato, l’ho tenuto da parte perché ci devo pulire i bordi dei rubinetti del lavandino in bagno, quelle cose che impari a casa, vedendo tua mamma.
Non sarà casa mia ma me ne prendo cura, mi sembra qualcosa di normale, un po’ perché lo sporco mi fa schifo, un po’ perché mi viene automatico adoperarmi così.
Domenica scorsa mentre uscivo da Eaton Centre, erano le 7 e mi sono fermato a Dundas Square, a due passi da casa, uno dei cuori pulsanti della città.
Avevo fame e mi sono preso un hot dog, anche se il fatto che fosse aumentato di 0.50 centesimi mi ha dato fastidio.
Avevo fame e ho mangiato.
Normale, ma fino a un certo punto, perché quando stai da solo fai veramente come ti pare, mangi quando vuoi, fai merenda alle 7, ceni alle 10, ti dai orari e li cambi a tuo piacimento.
Un qualcosa di impagabile.
In tutto questo bailamme il passaggio da “uscire da casa” a “vivere da solo” ha preso tempo ma ha segnato pure un passaggio importante, un piacere reale.
Perché la cosa che continuo ad apprezzare di più è proprio questa indipendenza e libertà, e quando la decade dei 20 è quasi arrivata al termine, ha un valore innegabile.
Sono l’unico dei miei amici che vive da solo.
Gli altri convivono, si sono sposati, sono ancora a casa, o come Antonio sono nel mezzo del guado.
Oggi non scambierei questo status con nient’altro, forse perché me lo devo vivere ancora un po’ o eventualmente migliorare.
Alla fine poi non fai nulla di speciale e folle, ma è la sensazione di gestire tutto a tuo piacimento, di cucinare quello che vuoi, di mangiare quando vuoi, di avere il lavandino sempre pulito e i piatti lavati prima di andare a dormire, cose che non sempre succedono, a dire il vero quasi mai, quando vivi con altri, con coinquilini di varie nazionalità.
Onestamente è un tipo di condizione che non era più sopportabile per me, troppe cose, troppi room-mates e quant’altro ho già visto e vissuto, pertanto quella parentesi era giusto che si chiudesse.
A volte ho la sensazione che tutto funzioni proprio perché tutto è sotto il mio totale controllo.
La lavatrice ogni 10 giorni, lavo quante volte mi pare, la finestra rimane aperta, vedo quello che mi pare, la colazione la faccio con la musica dell’Ipod, non devo parlare per forza con nessuno, faccio la [...]

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