Il parere di Leo Gullotta

  LO SFRATTO DELL’ISA DI CATANIA DALL’EX COLLEGIO DEI GESUITI SUSCITA SDEGNO E INDIGNAZIONE.
Cominciamo con l’opinione espressa da Leo Gullotta, ex allievo della nostra scuola.
Per chi non l’avesse letta, si riportano alcuni brani dell’intervista rilasciata dall’attore al settimanale “ I Vespri” (pubblicata nel numero in edicola sabato 01 agosto).
Il titolo è «Manovra interessata».    «Si rimane a bocca aperta, sono allibito, perché anche se si tratta di un problema che va avanti da anni – dice Leo Gullotta riguardo allo sfratto – non capisco come mai adesso risolvere la questione sia diventato impellente e si debba spostare la scuola da un’altra parte».
Quanto alla destinazione a biblioteca, l’attore aggiunge: «Ah sì? Mah, francamente non capisco perché si deve fare una nuova biblioteca, quando a ventotto passi c’è un’altra biblioteca, quella dell’ex monastero dei benedettini.
E non comprendo tutta questa urgenza.
Forse si deve accontentare qualcuno».
Quanto al da farsi, Leo Gullotta risponde con decisione: «Personalmente mi unisco al comitato di protesta e mi indigno perché non capisco la logica di una tale decisione.
L’Istituto d’Arte è stato un punto di riferimento per genitori e alunni e anche per la gente comune.
La decisione di trasferire la scuola da un’altra parte non la condivido e combatto al fianco di chi lotta.
Questa manovra fa comodo a qualche personaggio perché altrimenti non se ne spiega l’impellenza.
In un Paese dove tutti leggono poco, si deve fare un’altra biblioteca, in un paese dove si tagliano i fondi per la cultura… è urgente trasferire la sede di una scuola perché si devono adibire quei locali a sale lettura.
Ma dico? Ci prendiamo in giro?» All’intervistatore, che gli riferisce la motivazione ufficiale, ossia la necessità di lavori per la messa in sicurezza dei locali, l’attore risponde: «Dice bene.
La motivazione ufficiale.
Ma in una città come Catania dove in interi quartieri manca la luce e nessuno si incazza, dove ognuno fa quello che vuole, dove non si ha a che fare con uomini di Stato, ma con assommatori di voti, dove mancano i soldi per risolvere problemi gravi, secondo lei si tratta di mettere in sicurezza l’istituto?...invece la verità è che li vogliono mandare via e basta.
Dunque è chiaro che la manovra interessa a qualcuno».

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