Il pesco e il mandorlo.

  Nel giardino del Pesco ho visto delle rose senza spine.
Di lontano il Mandorlo  osservava e nel cuore si rallegrava vedendo che il Pesco e le rose erano dello stesso colore.
Come stavano bene insieme! Il profumo dell’uno si univa a quello delle altre creando sinfonie odorose, la cui scia si elevava al cielo.
Mentre anch’io ammiravo quest’incontro, mi chiedevo dove fossero andate a finire le spine delle rose e così le ritrovai nella corona di spine di Gesù.
Poi, dopo la Sua Risurrezione, impregnate di quel sangue benedetto, volavano verso l’uomo a pungerne il cuore, rimanendo lì sino alla fine dei suoi giorni.
Così, mentre l’anima volava in cielo, le spine tornavano alla corona e, come per magia, diventavano tanti fiori di Pesco.
Il Mandorlo, che si trovava nel suo giardino, sorrideva, contento che io avessi compreso l’amicizia tra il Pesco e le rose.
Ogni piccola rosa conteneva l’antico dolore di ogni uomo, che era stato punto quando il fiore era ancora spina e mentre l’uomo donava la sua sofferenza alla spina, la spina donava il sangue salvifico di Cristo all’uomo.
Uno scambio senza paragoni! Poi la spina proseguiva il suo viaggio per innestarsi nel fiore di pesco! Ecco, ora ho capito che anche il mio più piccolo dolore, in cielo diventerà profumato fiore di pesco e finalmente potrò cogliere le rose senza spine.
Una donna meravigliosa cura il giardino del Pesco e delle rose senza spine e sta all’ombra del Mandorlo: Maria!   

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