Il piano di Zingaretti: un listone arancione per riunire tutte le opposizioni (e uccidere in culla il partito di Renzi)

Intercettare i cittadini delusi dalla politica corrente e creare un fronte ampio, che peschi anche tra gli elettori pentastellati di sinistra. Così l’onda arancione del primo candidato democratico punta a una coalizione solida, che vada oltre le europee. E che non necessariamente richieda il Pd

È il 28 maggio 2011. Piazza Duomo a Milano è invasa da decine di migliaia di persone, ognuna delle quali indossa qualcosa di arancione per celebrare la chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia e l'annunciata vittoria che riporterà la sinistra al governo della città dopo due decenni di amministrazioni di centrodestra. 12 gennaio 2019, sette anni e mezzo dopo, la piazza arancione è quella di Torino, che manifesta per dire sì alla Tav ma anche per contrapporre un modello politico, culturale e sociale al governo di Lega a Movimento Cinque Stelle.
Cosa hanno in comune questi due eventi? Il colore dominante e il civismo, ossia quel senso di appartenenza che va al di là degli steccat...

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