Il populismo penale, la libertà della politica e noi

La politica si fa con i soldi: negare quelli pubblici, criminalizzare quelli privati e ignorare quelli che i deputati-marionette sono costretti a versare a un’associazione personale dotata di un progetto eversivo è un danno alla credibilità delle istituzioni (a cominciare da quelle togate)
Uno stratega politico americano diceva che «in politica ci sono due cose importanti: la prima sono i soldi e non mi ricordo quale sia la seconda». Noi invece siamo il paese che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti e criminalizza quello privato ai nemici degli amici, vedi caso Open. E quando, in mancanza di alternative, si candida direttamente un miliardario, come nel caso di Silvio Berlusconi, si grida all’allarme democratico, la magistratura si mobilita, gli intellettuali si agitano, i cazzoni dicono che in America non l’avrebbero mai permesso, la stessa America che poi ha eletto Donald Trump, milionario e cazzone, oltre che amico dei russi.
Ricordo ancora gli indignati, in particolare L’U...

Leggi tutto l'articolo