Il primo Editoriale di Marco sul primo numero del Fatto Quotidiano. De Villepin e De Minzolin ( Marco Travaglio) Il Fatto quotidiano 23 Settembre 2009

Il primo Editoriale di Marco sul primo numero del Fatto Quotidiano.
De Villepin e De Minzolin ( Marco Travaglio) Il Fatto quotidiano 23 Settembre 2009 Quando avranno liquidato anche gli ultimi farabutti dalla stampa e dalla Rai, Silvio Berlusconi e lafairy band scopriranno la portata eversiva delle cronache dall’estero.
E aboliranno anche quelle.
L’altro giorno, per esempio, Massimo Nava raccontava a pagina 18 del Corriere della Sera, cioè a debita distanza dalle cronache italiane, il processo che si è aperto a Parigi contro l’ex premier Dominique de Villepin e uno stuolo di personaggi eccellenti che rischiano il carcere per falso, calunnia e abuso d’ufficio.
Questa specie di Watergate alla francese riguarda un presunto complotto ordito da Villepin, forse d’intesa con l’allora presidente Jacques Chirac, per screditare a suon di dossier taroccati l’eterno rivale Nicolas Sarkozy.
E’ l’ ”affaire Clairstream”, la finanziaria lussemburghese sospettata di custodire – scrive Nava – “conti cifrati per grandi affari e commesse militari.
Un cd-rom con una lista di nomi comincia a circolare negli ambienti della politica e dei servizi segreti e innesca le indagini della magistratura.
Le liste sono state manipolate con nomi inseriti da un esperto informatico legato ai servizi.
E il nome-bomba è quello di Sarkozy”.
Risultato: Sarkozy denuncia l’arcinemico Villepin e stronca la carriera a chi voleva – sempre secondo l’accusa – stroncarla a lui.
Infatti, prosegue il Corriere, appena indagato Villepin viene “isolato dalla sua parte politica”, si ritira dalla corsa all’Eliseo e oggi scrive saggi molto dotti su Napoleone in esilio.
Bene hanno fatto i giornali italiani a distanziare le cronache sul processo Clairstream da quelle (eventuali) sulle vicende giudiziarie dei politici italiani, soprattutto uno, il solito.
Altrimenti sarebbe subito emerso, anche agli occhi più distratti, il confronto.
In Francia c’è un presidente che non ha conti all’estero, tant’è che qualcuno ha dovuto inventarglieli.
In Italia non c’è bisogno di inventare nulla: al premier sono state scoperte decine di conti esteri su 64 società offshore.
E non è successo niente.
O meglio si sono aperti un paio di processi, subito chiusi con la depenalizzazione del reato da parte dell’imputato; e ora arriva il prossimo, quello di Mediatrade, che riposerà in pace grazie al lodo Alfano.
E l’opposizione zitta: guai a separare la criminalità dalla politica.
Al momento non sappiamo se Villepin abbia commesso reati.
Ma [...]

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