Il processo Danton

Che questi siano giorni di totale follia lo si capisce dai primi 10 minuti di telegiornale o dalla prima pagina dei quotidiani (tranne Libero e il Giornale, che servono per incartare il pesce): le dimissioni n°785 di Mastella, il protagonismo manettiero di Di Pietro, la paranoia governativa del Mezzasega, la tranquillità di Prodi, i tappeti rossi di Uolter, la vittoria trotskista della Ferrari, il pacchetto schizzofrenico sulla sicurezza e via via delirando.
C'è un altro delirio, di cui nessuno parla, perchè fa comodo a tutti tacere, che invece a noi interessa moltissimo: il direttivo nazionale della CGIL.
Vi risparmiamo il resoconto della relazione di Epifani, tutta concentrata nell'osannare il pessimo accordo sul welfare, invece puntiamo l'attenzione sull'aria da processo politico nei confronti 1) della FIOM che "ha compiuto una scelta mai fatta prima esprimendosi per il no, e con questa formalizzazione, il referendum è diventato di fatto una contrapposizione tra la categoria e le confederazioni" 2) dell'area programmatica Lavoro e Società" rea di aver partecipato alla manifestazione del 29 settembre a Firenze promossa da decine di RSU contro il protocollo del 23 luglio, e siccome Lavoro e società "partecipa alla maggioranza congressuale...
è una questione di cui dobbiamo discutere senza finzioni e ambiguità" 3) l' area 28 Aprile rea di un "tentativo di delegittimare il voto....
per sostenere interessi di parte.
Leggasi il FIOM Giorgio Cremaschi.
La FIOM sarà oggetto di dibattito politico in tutte le categorie e nei direttivi regionali per due mesi e si concluderà in un nuovo direttivo nazionale.
Forse non abbiamo capito bene,ma il referendum è uno strumento di partecipazione, per salvarlo occorre definire le regole.
E che regole sono quelle per cui si può votare solo sì? E sostenere che c'è un nesso tra il no dei metalmeccanici e l'apertura di spazi "alle stelle a cinque punte" (BR,ndr) ci pare pretestuoso e terroristico (questo sì che lo è).
O sostenere che "nelle aziende meccaniche deve entrare la CGIL che ora non c'è", come se la FIOM fosse un quarto sindacato, è una enorme cazzata.
Che Nicolosi (coordinatore di Lavoro e società) e Cremaschi rischino provvedimenti disciplinari, una follia.
Il tutto mentre iniziano gli scioperi per il rinnovo contrattuale.
Grazie dell'aiuto.
Da cosa nasce tanta durezza nei confronti del dissenso? Ce lo spiega chiaramente il sig.
Epifani: "Ci dobbiamo augurare che il governo non cada, che sia messo in condizioni di proseguire il lavoro, che non prevalgano ipotesi di [...]

Leggi tutto l'articolo