Il re del niente

Il re del niente Premessa Oltre la stratosfera il mio regno Troppo tempo troppo passando per i secoli forse millenni oppure solo attimi sono qui con indosso un trono sopra i miei calzari ed osservo osservo quello che mi circonda ed è solo un mare di sabbia scusa e densa mosso saggiamente da un vento tagliente che mi colpisce il volto ed io ed io non posso fare a meno di chiudere questi occhi e pensare e sognare io sono il re del mondo forse dell'universo o forse il re del niente ma solo un vampiro della mente io vedo questo mare di fronte al mio trono dal quale mai mi sono alzato degnamente come fosse attaccato alla mia pelle nel vero senso del termine siamo la stessa cosa io vedo tra quel mare di fuliggine di sabbia sporca vedo ogni tanto qualcosa qualcuno delle mani delle braccia che spuntano fuori per poi immergersi di nuovo nell'abisso mi rendo conto della loro individualità sono persone vedo la loro testa cercano di dirmi qualcosa forse chiedono aiuto ma forse no ma poi si poi quel mare s'infiamma di rabbia che non è fuoco ne acqua ma solo onde onde fameliche con aguzzi artigli come denti tranciano quei corpi li fanno a pezzi ed io seduto inerme su quel trono non posso fare niente non riesco ad alzarmi osservo si osservo ma non impassibile osservo ogni volta che capita osservo il mio regno che è fatto di me del trono e di niente altro è talmente vasto che neanche io dall'alto della mia sovranità scorgo la fine di quel mare forse sperimentando la vista maggiormente pare riesca a vedere al di la dal mare una fine chiamata voragine dove le persone che fortunate non vengono divorate dalle onde fameliche quelle persone vengono trascinate sempre più lontane da me dall'essere che sono fino alla voragine che le coglie trasportandole chissà dove Che grande re che sono imperioso nella mia posizione seduta incapace di muovere un dito solo lo sguardo e neanche troppo neanche quello il vento imperversa su di me c'è spesso la tormenta una tempesta diabolica che spazza via chiunque cerchi di avvicinarsi ed io osservo legato ad un trono che mi fa grande immenso re vuoto e di nessuno chiudo gli occhi la sabbia arida mi da noia ed è l'unico modo per sognare mi ricordo che un giorno esisteva la fantasia si me lo ricordo chiamata in vari modi immaginazione realtà del cuore senza battito ma io il mio cuore si muove quando penso quando realizzo al posto di quel mare nero che ho davanti noioso infinito lugubre nemico penso ad un semplice paese ad una sagra la gente in festa un mercato ed io scalzato gloriosamente dal trono cammino [...]

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