Il reggimento ‘greco’ Real Macedone del Regno di Napoli

Il reggimento ‘greco’ Real Macedone del Regno di Napoli Jannis Korinthios/ Γιάννης Κορίνθιος Dal mese di settembre 1735 1 la corte di Napoli, avendo ricevuto proposta da «persona incaricata da corrispondenti della Dalmazia», si era attivata alla costituzione di una milizia di «slavoni macedoni» e il residente {rappresentante diplomatico} di Venezia a Napoli, Cesare Vignola, seguiva con estrema preoccupazione questa faccenda: «mi traspira massima che non lascerebbe d’esser spiacevole alla pubblica venerata sapienza sempre che venisse ad aver il suo effetto», scriveva Vignola, in un dispaccio del 12 giugno 1736, ricordando che essi prestavano servizio per la Repubblica di Venezia damolti secoli; ma, a suo dire, l’accordo non si era ancora perfezionato perqualche discrepanza per le condizioni proposte2.
La Repubblica di Venezia seguiva altresì con molta attenzione l’arruolamento, ad opera direclutatori napoletani, di greco-albanesi nel comprensorio di Chimarra 3 .
Il residente della Serenissima, Vignola, il 10 luglio 1736, informava la Repubblica che la corte di Napoli aveva intenzione di accettare la proposta di costituzione di un reggimento Real Macedone 4e che era stato incaricato del reclutamento del nuovo reggimento Marco Renese d’ Almissa, tenente colonnello, «uomo di cattiva condizione …costì inquisito e scacciato e sprovvisto di danaro»; Marco Renese agiva su ordine del conte Demetrio Sava, robabilmente orginario di Chimarra e noto anche come conte di Sajves 5; Vignola aggiungeva inoltre che le bellissime uniformi della nuova milizia sarebbero state confezionate, secondo l’uso della Dalmazia, dal franceseDaran6.
Il 14 agosto 1736 Vignola faceva ancora sapere che il dalmata che si era adoperato per la leva del nuovo reggimento si era rivelato impostore, fuggendo, «dopo aver deposta la divisa militare ed essersi rasati li mustacchi» e che la corte di Napoli si era rifiutata a concedere a chiunque «anticipazioni di soldo»7.
Malgrado ciò il progetto del nuovo reggimento di truppe forestiere non si arenava e il padovano Leoni si adoperava per portarlo a buon fine; il console veneto di Otranto riferiva di arruolamenti condotti in Albania dal cavalier Nipae dal capitano Gicca, entrambi sudditi veneti 8 .
Il 30 luglio 1737, Vignola informava ancora il Senato che aveva saputo dal console veneto di Otranto che era approdata, proveniente dall’Albania, un’ imbarcazione con 24 albanesi agli ordini del capitano Strati Gicca; questi 24 mercenari costituivano il primo scaglione del [...]

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