Il retrogusto dolce amaro della settimana che infine termina e quello della vittoria

  Oggi, dopo quasi tre anni di allenamenti da runner, ho concluso la prima gara podistica della mia vita.
Va bene, non è niente rispetto al contesto generale, e sicuramente non influenzerà il corso generale degli eventi, ma chi può dirlo?? Magari grazie a quel passo in più che ho fatto oggi, ho causato un ritardo alla fine del mondo prevista per l'anno 2012.
O forse no, forse quello che ho fatto l'ho fatto semplicemente per me, perchè ho seguito la mia voglia di correre.
Dato che era la mia prima gara ero piuttosto agitata, i primi 4 km mi sembrava di essere indietrissimo rispetto agli altri, già mi immaginavo scenari apocalittici dove io, al centro del mondo, venivo derisa da sberleffi di dileggio "Tsè, e questa si definisce una runner!!" Ad un certo punto l'ansia ha avuto la meglio,  ho iniziato a pensare "Ma a chi la do a bere?" io qua sono un'intrusa! Che ci sto a fare in mezzo a  tutti questi runner veri, con i polpacci belli grossi e le vitini sottili? Io non sono una runner seria, diamine! Io non possiedo quei polpacci marmoreo, quei culi che poco manca che parlino da soli! Che ci sto a fare qui? Poi è arrivata l'altra parte di me, quella che normalmente dorme, e mi ha detto: "Cazzo dici? E' più di due anni che corri più di un'ora senza problemi, per cui corri e non rompere i coglioni!".
Quando sono arrivata nella strada di campagna, la scia di runner seri e competitivi che ho visto stenders dinnanzi  a me, molto più avanti di me, mi stava facendo desistere, l'immagine umiliante di me che arrivavo per ultima mentre cala il sole era troppo da sopportare dopo una settimana di insonnia (la mia nuova malattia).  Poi di nuovo mi sono detta: "Ma che cazzo dici? Corri da ann! VAI! MUOVI IL CULO!".
Al 5° Kilometro ho rallentato a causa del tracciato sterrato che alternava sassi a sassetti, sassoni a fango, fanghiglia, fangone.
Al sesto kilometro ho pensato che, forse, ce la potevo fare, che forse forse potevo anche non arrivare ultima, e allora ho cominciato a superare a random, senza puntare un obiettivo definito,  ignorando completamente quale potesse essere la policy aziendale in questi casi..ovvero, superare da destra o da sinistra? Sbeffeggiare in modo acido l'avversario oppure lanciargli un sorriso come a dirgli sì va beh, ti supero, ma siamo amici lo stesso?Oppure, semplicemente, non superare visto che è una gara podistica non competitiva? Giuntà a metà della gara, subito dopo il ristoro, l'emozione ha avuto la meglio: sono andata in iperventilazione.
Ma cavolo! Non mi capitava da una vita! Come [...]

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