Il riscaldamento globale mette in pericolo le culture di riso

Tutti ormai sappiamo del periodo di riscaldamento globale che stiamo attraversando e sulle conseguenze, quasi tutte negative, che esso comporta sull'ambiente che ci circonda.
Sulle cause di questo riscaldamento, non c'è una unanimità fra gli scienziati: alcuni, con validi argomenti, accusano le attività dell'uomo e altri, con altrettanti validi motivi, parlano di normale ciclo naturale in cui, da migliaia di anni, periodi freddi si alternano a periodi caldi.
Qualsiasi siano le cause, è innegabile che la terra si stia riscaldando.
Uno degli effetti indesiderati che sta colpendo il Giappone riguarda la coltura del riso.
Per il Giappone il riso è un elemento fondamentale per la cucina: è ormai entrato di diritto fra gli elementi caratteristici della cultura e della società nipponica.
Piatti internazionalmente conosciuti, vengono preparati con il riso e basti pensare allo sushi.
Ma anche il sakè viene estratto dal riso.
Questo alimento, come la nostra acqua o il pane, non manca mai sui tavoli nelle case e nei ristoranti nipponici.
Ora l'eccessivo caldo di questi ultimi anni sta portando ad una maturazione anticipate del riso che così risulta essere meno ricco di amido e quindi meno pregiato e meno qualitativamente valido.
Il problema sta cominciando a preoccupare i coltivatori che molto spesso hanno nella produzione di riso la loro unica fonte di reddito.
Vari centri di ricerca nel Paese stanno cercando di produrre una varietà di riso che riesca a sopportare un clima particolarmente caldo.
Le prime varietà di questo tipo sono già coltivate e sono entrate nel mercato, ma ci vuole del tempo prima che riescano a spezzare la diffidenza da parte del consumatore nipponico.
Per ora le nuove varietà resistenti al caldo, costituiscono solo il 3-4% dell'intera produzione.

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