Il signor B. ed il puffissimo mondo dei puffi

Ho la sensazione che l’abbiamo scampata bella.
Poteva andare molto, molto peggio.
Ora, mettendo in un cantuccio per l’istante di questo post quel paio d’esami di psicologia sostenuti a suo tempo in università; rinunciando perciò a tecnicismi quali “invidia del pene” ed affini; rimanendo a galla, nell’intonazione un po’ ruspante di certi discorsi da bar; insomma, vorrei dirvi che, secondo me, è stata una fortuna che il signor B.
abbia scomodato di Obama solo la giovane età, la presenza fisica e la – ehm… - tonalità della pelle.
Come dicevo, poteva andarci molto, molto peggio.
Ed intendo a noi, italiani di ogni Alpe e d’ogni mare, d’ogni zolla di pianura e d’ogni palmo di spiaggia, che volenti o nolenti veniamo rappresentati da illo medesimo dentro e fuori dai patri confini.
Immaginate cosa poteva succedere se del vincitore democratico avesse elogiato – chennesò – la presunta virilità attribuita agli uomini di colore.
Conferenza stampa.
Domanda.
Ed eccolo, il nostro, che tutto rosso in viso lancia lì, proprio come i suoi coetanei dopo un certo numero di campari col bianco: “Obama ha tutto per poter andare d’accordo con me: è giovane, è bello…… è anche abbronzato; eppoi si dice sia superdotato”.
Di seguito, sempre in queste fantasie da bancone di saloon, i due neo-amici se ne partono sgommando su un Porsche cabriolet sognando una nottata di grandi conquiste avanti e indietro sulla riviera romagnola.
  Ho il sospetto che Obama sia quello che il nostro povero B.
non potrà più essere.
Il tempo è inclemente, non fa prigionieri.
Come un bimbo che tenta di fermare con le mani il corso di un fiume, esso gli bagna i palmi, gli rinfresca le allegre ginocchia.
Ma saluta, gli scivola oltre le dita e se ne va.
Punto.
Eppoi, sempre per rimaner intonati al solito bar dove possiamo allegramente intrattenerci con quattro amici di bevute, si può anche supporre che l’allegro vecchietto nemmeno possa competere col giovanotto americano in quel che il Faber diceva fosse “la virtù meno apparente, fra tutte le virtù la più indecente”.
Perché no, il signor B.
non è nano, con tanto di legge della “L” che si gira di qua o di là in base all’altezza e – di conseguenza- alle proporzioni.
Non è nano.
E’ basso.
Il signor B.
è solo basso.
Non gli resta che piangere.

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