Il sindaco di Siracusa, Garozzo: “Ad Augusta si facciano le primarie di coalizione nel PD”

AUGUSTA.
Mentre fervono in loco le iniziative per sostenere questa o quella candidatura  per occupare la poltrona di primo cittadino, nel PD, partito che risulta dalla fusione del  DS, evoluzione del vecchio PCI, e delle sinistre democristiane, si registrano contrasti interni a livello nazionale, tanto da far ricordare le correnti della Democrazia Cristiana, essendo proibite nel PCI, dove vigeva il principio del rigido centralismo democratico.
Principio che Renzi applica ottimamente, essendo, tuttavia, un uomo proveniente dalla DC- I contrasti non  mancano anche all’interno del PD locale, tanto che il sindaco di Siracusa, Garozzo,  rappresentante provinciale della forte corrente renziana e dirigente regionale del PD, ha ritenuto di far pesare la sua posizione riguardo alle scelte interne circa la candidatura per il sindaco di Augusta.
Dice Garozzo:  “Le primarie oltre a essere un grande strumento di partecipazione popolare sono anche un modo per confrontarsi su idee e programmi.
Ad Augusta sono fortemente convinto che non bastino le primarie di partito ma si debbano organizzare quelle di coalizione sulla scia dell’esperienza che nel 2013 ha visto il Centrosinistra conquistare un'esaltante vittoria tornando ad amministrare la città di Siracusa dopo 15 anni di Centrodestra”.
“La strada è dunque segnata e ritengo che anche ad Augusta, se si vogliono vincere le elezioni, il Centrosinistra sulla base di un programma chiaro e sottoscritto dai candidati debba partire proprio dalle primarie di coalizione”– ha aggiunto Garozzo -.
“Ho avuto modo in più occasioni di confronto con il segretario regionale del Partito Fausto Raciti che ha ribadito ancora una volta come nei comuni dove non ci sono sindaci uscenti la scelta del candidato debba passare dalle primarie.
E sotto questo punto di vista il Partito democratico deve aprirsi al contributo di chi, come Marcello Guagliardo, vuole lavorare per portare avanti un progetto di rilancio di Augusta.
Spiace invece dover constatare che qualcuno sembra non aver imparato la lezione e che in alcune zone della provincia si continui a preferire un partito chiuso e con la sindrome del “meglio perdere ma comandiamo noi”.
Questo non è solo autolesionismo ma anche il modo migliore per consegnare la città di Augusta ai nostri avversari politici”.
D.
C.

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